Addio a John Virgo, leggenda dello snooker e grande tifoso del Manchester United

Articolo di Aldo Seghedoni

L'ex campione è morto nella sua casa in Spagna, come confermato dal World Snooker Tour.

Il mondo dello sport e della televisione piange John Virgo, scomparso all’età di 79 anni. Storico campione di snooker, commentatore amatissimo e volto televisivo popolarissimo, Virgo è morto nella sua casa in Spagna, come confermato dal World Snooker Tour. Nato a Salford nel 1946, Virgo era anche un grande tifoso del Manchester United, una passione che non ha mai nascosto. In passato aveva raccontato al magazine ufficiale del club il suo legame profondo con i Red Devils, ricordando in particolare la notte indimenticabile del 1999 al Camp Nou. “Ero al Nou Camp quando vincemmo il Triplete – raccontò –. Sotto 1-0 pensai: ‘Ecco, un’altra occasione sfumata’. Poi segnammo e mi dissi: ‘Almeno andiamo ai supplementari’. E invece arrivò anche il secondo gol. Uscendo dallo stadio un amico mi disse: ‘Meglio di così non può andare’”.

Tra i suoi ricordi più cari legati allo United c’era anche un episodio a Old Trafford, durante la stagione 1993/94, conclusa con la vittoria del Double. Nell’intervallo di una partita contro lo Sheffield United, Virgo ebbe la possibilità di calciare dei rigori in campo. “Segnai due volte su quattro – ricordava – e lo stadio cantava il mio nome. Fu incredibile. Dopo la partita bevvi qualcosa con Sir Alex Ferguson e parlammo di calcio”. Virgo non ha mai dimenticato nemmeno i momenti più tragici della storia del club, come il disastro aereo di Monaco del 1958. “Il giorno dopo a scuola ci fu un minuto di silenzio. Tutti i tuoi eroi erano scomparsi, fu terribile. Da bambino conoscevi la squadra a memoria. Sir Bobby Charlton fu il mio primo idolo: quando aveva la palla, sentivi che stava per succedere qualcosa”.

Sul piano sportivo, John Virgo ha avuto una carriera professionistica di 18 anni nello snooker. Negli anni Settanta e Ottanta fu uno dei migliori giocatori al mondo, vincendo il Campionato del Regno Unito nel 1979 e raggiungendo la semifinale del Mondiale nello stesso anno. Dopo il ritiro, avvenuto nel 1994, diventò una vera star televisiva grazie al programma Big Break, condotto insieme a Jim Davidson. In seguito entrò stabilmente nel team della BBC come commentatore, diventando una delle voci più riconoscibili dello snooker grazie alla celebre frase: “Where’s the cue ball going?”.

Il suo ultimo commento per la BBC risale a poche settimane fa, durante la finale del Masters vinta da Kyren Wilson contro John Higgins. La notizia della sua morte ha scosso profondamente il mondo dello snooker. Ronnie O’Sullivan ha parlato di un “grande amico”, mentre Mark Selby lo ha definito “un personaggio enorme, che mancherà tantissimo”. Steve Davis ha aggiunto: “Abbiamo perso uno degli amici più amati. I nostri cuori sono spezzati”. Anche Shaun Murphy ha ricordato quanto Virgo fosse importante dentro e fuori dalla cabina di commento, mentre la presentatrice Hazel Irvine ha parlato di una perdita “incalcolabile” per tutto il movimento.

Virgo era noto anche per le sue esibizioni e imitazioni durante le partite dimostrative, amatissime dal pubblico e dagli stessi colleghi. “Ha superato lo sport – ha detto l’ex campione del mondo John Parrott – diventando un volto familiare per tutti. Aveva una voce unica, un grande senso dell’umorismo e una conoscenza totale del gioco”. John Virgo lascia la moglie Rosie e i figli Gary e Brooke-Leah. Con lui se ne va non solo una leggenda dello snooker, ma una figura capace di rendere questo sport più popolare, più umano e più vicino al grande pubblico.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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