7 sorprendenti segreti per girare il mondo in bici

16 Agosto 2021

Girare il mondo in bici, totalmente all’avventura, spendendo pochissimo. Un sogno per tutti. Qualcuno ce l’ha fatta. Bänz Simmen, dopo aver fondato all’inizio degli anni Ottanta la Federazione Svizzera di Snowboard (e tutti gli davano del pazzo visionario) ed essere stato un atleta di fama internazionale, adesso si rilassa gestendo il suo internet cafè – il Kiosk 61 lungo la via principale di Andermatt, in Svizzera. Lo abbiamo incontrato qui, mentre era in attesa di partire a girare il mondo in bici col suo socio per l’ennesima avventura.

nel 2015, quando Bänz andava per i 50, era andato “solo” da Andermatt a Sant’Antioco facendo tutto il periplo della Sardegna, ma con il suo primo viaggio, tanti anni fa, era arrivato perfino in Nuova Zelanda. Oggi come allora, si è forse preoccupato della tecnologia della sua bicicletta? Di avere materiali all’avanguardia? Di GPS satellitari o integratori di ultima generazione? Nemmeno per idea. Ecco i suoi sette segreti per girare il mondo in bici divertendosi in sicurezza e con pochissimi soldi in tasca.20160301_134222

1. Dormi nei cimiteri

“Tremendo? Invece sono il posto più comodo e sicuro che si possa scegliere. Non bisogna di certo pensare ai cimiteri delle grandi città (e nemmeno di quelle piccole) ma a quelli dei piccolissimi paesini di campagna. Provate a pensarci: c’è un muro vicino a cui dormire, ci sono le candele per avere un minimo di luce anche di notte, nessuno viene a disturbare, il terreno è in piano e c’è perfino acqua corrente. Ed è gratis. Io ne ho conosciuti centinaia”.

2. L’accessorio più importante da avere sempre nello zaino? Il frisbee

“Un giorno in India ho incrociato un ragazzo americano che, come me, stava attraversando il mondo in bici. Mi regalò un frisbee invitandomi a scrivergli alla fine del mio viaggio per elencargli quanti usi diversi ne avrei fatto. Pensavo fosse pazzo: era un genio. Io sono arrivato a contarne 56 – come piatto da portata “a tavola” e come ventaglio per quando fa caldo, come visiera per proteggermi dal sole e per raccogliere mirtilli, come seggiolino sulla neve e come tavolino per riparare la macchina fotografica, oppure come assetto per tagliare le cipolle. Ovviamente non l’ho mai usato per giocarci”.

3. Niente tenda, niente sacco a pelo.

“Io sono abituato a partire leggerissimo (e senza sponsor). Si fa così o almeno questo è il mio metodo. Niente alberghi e nemmeno ostelli e nemmeno tenda e sacco a pelo. Mi basta un telo impermeabile che inchiodo ad un muro e fisso al terreno. Lo spazio è molto più grande di quello di una canadese. Dato che non ho ancora trovato un sacco a pelo comodo e abbastanza largo per potermi girare, aggancio una speciale coperta termica sotto il materassino. In questo modo sono stato al caldo anche sull’Himalaya e ho risparmiato almeno un chilo di peso da portare”.

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4. Una bici “riparabile”

“Se partissi con una bici in carbonio o in alluminio, dopo poche centinaia di chilometri in Asia sarei già morto, disperso nel deserto. Molto meglio una bici solida, col telaio in acciaio. Pesa di più ma è facilmente riparabile ovunque”.

5. Tempo per il tuo benessere

“Il viaggio è eccitante ma molto stancante e le difficoltà – e lo stress che ne consegue – ti distruggono. Bisogna anche pensare ai piccoli piaceri della vita che ti permettono di rilassarti. Io ad esempio mi sono sempre portato dietro una caffettiera: tiravo fuori il mio fornelletto da campo (alimentabile anche a benzina) e mi facevo un espresso. Meglio evitare le caffettiere in alluminio: ho imparato a mie spese che a lungo andare provocano dissenteria”.

6. Scegli la direzione, non la strada

“È anche un fatto di filosofia di vita. Devi goderti il viaggio e non necessariamente arrivare, né ancor meno arrivare in tempo. Al mattino devi dire a te stesso che più o meno devi puntare verso un punto cardinale. Sarà la strada a cercare te. Non sai mai cosa può accaderti durante la giornata”.

7. Mangia dieci volte al giorno

“Quel primo viaggio in Nuova Zelanda contribuì a cambiare la mia vita. In quell’occasione divenni anche vegetariano. In bici io mi alimento con tanti carboidrati e tanta frutta e verdura. Punto. Pasta e pane, soprattutto pane che ovviamente non va cucinato ed è più facile da trovare e da gestire, come la frutta. È anche un modo di conoscere la cultura del posto che stai attraversando. L’importante è mangiare poco e molto spesso, anche dieci volte al giorno”.

Credit Adidas, EMC, Flickr CC Burow,

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