Vincenzo Nibali: il retroscena della tappa incubo

"La verità è che ho pensato soltando a difendermi...".

Vincenzo Nibali alla Gazzetta dello Sport ha raccontato il finale difficile della tappa di Anterselva: "Non è che al traguardo non volessi parlare, è che non c’era molto altro da dire. La verità è che ho pensato soltanto a difendermi. Alla fine, sono umano anche io". 

Bruciano i 19 secondi di ritardo da Landa e i 7 da Carapaz. E Roglic gli è rimasto a fianco fino alla fine: "Non ero in giornata. Non sono riuscito a esprimermi. Tutti i giorni attacca, attacca, attacca... e può capitare di non sentirti al top. Poteva andare peggio? Sì. Siamo riusciti a limitare i danni, non ci sono stati grandi distacchi. Il mio Giro di certo non è finito qui". 

Il coach Slongo vede il lato positivo: "Meglio sia capitato in una tappa così, invece che in quella di sabato...".

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