Chiamata dal Perù per Gianluca Lapadula

Articolo di Aldo Seghedoni

Gianluca Lapadula è un vero e proprio idolo in Perù e lo è ancora di più da quando ha deciso di vestire la casacca bianca con banda trasversale rossa della Bicolor: la madre del bomber, Blanca Aida Vargas Higinio, è infatti originaria del Paese sudamericano. Reduce da un’esperienza non facile allo Spezia, squadra con la quale è retrocesso in serie C, l’ex Milan, Genoa e Cagliari, interessa al Pescara, dove rappresenterebbe un cavallo di ritorno, ma potrebbe andare a giocare in Perù: secondo alcune indiscrezioni provenienti da Lima, sulle sue tracce ci sarebbe il Club Universitario de Deportes, noto come Universitario e più semplicemente U.

Sul tavolo un contratto semestrale e poi si vedrà: il classe 1990 non ha minimamente l’intenzione di appendere le scarpe al chiodo e sogna di partecipare ai Mondiali del 2030 da quarantenne, proprio come farà tra poco un altro centravanti notissimo in Italia, il bosniaco Edin Dzeko.

Va ricordato che quella allo Spezia era stata per Lapadula la prima esperienza in maglia ligure, arrivata nel gennaio 2025 dopo due anni e mezzo al Cagliari. Con i rossoblù sardi l’attaccante aveva vissuto stagioni da protagonista assoluto, culminate con la promozione in Serie A nella stagione 2022-23, quando aveva messo a segno ben 25 reti complessive tra stagione regolare e playoff, laureandosi per la seconda volta in carriera capocannoniere della Serie B. Un rendimento straordinario che lo aveva reso uno degli attaccanti più prolifici della cadetteria, con un bottino complessivo di 59 reti e 22 assist in 106 partite di campionato.

Proprio il Pescara, la squadra che ora lo corteggia, è la stessa con cui Lapadula aveva già scritto una delle pagine più belle della sua carriera: fu con gli abruzzesi che il centravanti italo-peruviano si impose all’attenzione del grande calcio italiano, laureandosi capocannoniere della Serie B con 27 reti e trascinando la formazione abruzzese alla promozione in Serie A. Un legame affettivo con la piazza che rende l’ipotesi di un ritorno particolarmente suggestiva, anche se la concorrenza del mercato sudamericano rimane concreta.

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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