Tra Reggiana e Sassuolo ora volano gli stracci

Il club neroverde risponde duramente alla società granata sull'utilizzo del Mapei Stadium.

Altro che buoni rapporti di vicinato, o tra proprietario e affittuario. Tra Sassuolo e Reggiana è rissa aperta e il nodo del contendere è sempre lo stesso, la gestione del Mapei Stadium.
Dopo la lettera della società granata, che lamentava il raddoppio dei costi d’affitto e presunti "ricatti" da parte di Mapei, il club neroverde ha risposto attraverso un lungo comunicato, intitolato ”Facciamo un po’ di chiarezza”, diffuso sul sito ufficiale, che sembra essere solo l’inizio di un lungo contenzioso. La Reggiana gioca in affitto dal 2014 allo Stadio del Tricolore, ribattezzato Mapei Stadium dopo l’acquisto del club di Squinzi avvenuto nel 2013.

“Mapei Stadium intende fare chiarezza sulla situazione relativa al mancato adempimento di A.C. Reggiana degli obblighi di pagamento per l’utilizzo del Mapei Stadium e dei relativi servizi (…) – si legge nel comunicato – Le parti si impegnavano a garantire ad A.C. Reggiana l’uso dello Stadio per il periodo 1° luglio 2014 – 30 giugno 2016, impegno poi rispettato con la sottoscrizione tra Mapei Stadium e A.C. Reggiana del contratto del 18 giugno 2014, che consentiva ad A.C. Reggiana l’utilizzo dello Stadio e dei relativi servizi per un corrispettivo annuo di Euro 250.000”. Il costo dell’affitto è poi passato a 280.000 ”..e quindi deve ritenersi del tutto falso che vi sia stato un raddoppio dei costi”.

”Quanto all’ingente debito maturato da A.C. Reggiana verso Mapei Stadium per l’inadempimento degli impegni assunti con un contratto regolarmente sottoscritto che ha consentito alla stessa l’utilizzo di uno stadio di primissimo livello e dei relativi servizi per circa due anni, si evidenzia che A.C. Reggiana è ad oggi insolvente per oltre 575.000, cui sono destinati ad aggiungersi gli ulteriori canoni  fino alla scadenza del giugno 2018”.

”Nonostante l’insolvenza Mapei Stadium ha pazientemente atteso che A.C. Reggiana presentasse quanto meno un piano di dilazione che, arrivato solo nel novembre 2017, si è rivelato palesemente inaccettabile in quanto proponeva un azzeramento di oltre il 50% del credito e una rateazione di Euro 10.000 mensili e con una ulteriore fantasiosa proposta del febbraio 2018 è arrivata a chiedere la compensazione dell’intero suo debito con il corrispettivo di un contratto di sponsorizzazione da stipularsi con una società del Gruppo Mapei”.

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