La commovente lezione di Kevin Kampl

Articolo di Aldo Seghedoni

Il centrocampista sloveno, profondamente colpito dalla morte del fratello, lascia il calcio per stare vicino al padre.

Una grandissima lezione quella di Kevin Kampl. Lui e l’RB Lipsia si separeranno ufficialmente dopo la partita casalinga contro il Bayern Monaco del 17 gennaio: sarà la terza giornata del 2026 della Bundesliga. Il club sassone ha annunciato la risoluzione anticipata del contratto, inizialmente valido fino all’estate, a seguito della richiesta del centrocampista sloveno di dedicare più tempo alla famiglia.

La decisione arriva dopo la scomparsa improvvisa del fratello Seki, morto lo scorso ottobre all’età di 51 anni. Da allora il calciatore, 35 anni, non è più sceso in campo e ha deciso di tornare nella sua città natale, Solingen, per stare vicino ai suoi cari e in particolare al padre. Arrivato a Lipsia nel 2017 dal Bayer Leverkusen, Kampl è diventato uno dei volti simbolo del club. Con 283 presenze complessive è il sesto giocatore più utilizzato nella storia della squadra. In otto anni e mezzo ha segnato 13 gol e fornito 23 assist, contribuendo in modo determinante ai maggiori successi della squadra.

Nel corso della sua esperienza ha vinto due DFB-Pokal (2022 e 2023) e ha raggiunto una storica semifinale di Champions League. In questa stagione ha collezionato tre presenze da titolare, l’ultima alla quinta giornata nel successo per 1-0 contro il Wolfsburg. “Kevin ha dato un contributo enorme al club – ha sottolineato Il direttore sportivo Marcel Schäfer -. È stato un leader dentro e fuori dal campo e uno dei protagonisti dei nostri più grandi successi. La sua scelta di concentrarsi sulla famiglia merita il massimo rispetto e conferma ancora una volta il suo carattere esemplare “.

“Porterò per sempre nel cuore questi otto anni e mezzo a Lipsia – le parole dell’atleta -. Abbiamo fatto la storia, vinto i primi trofei del club e superato insieme anche i momenti difficili. Ora mi concentrerò sulla mia famiglia. Non escludo del tutto un ritorno in campo un giorno, ma al momento mi sembra poco realistico”.

Per 28 volte in carriera Kampl ha portato la maglia della nazionale slovena, realizzando due gol.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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