Igor Protti, un messaggio di speranza per il 2026

Articolo di Aldo Seghedoni

"Sarebbe facile sognare la guarigione ma sarei felice di non avere altre brutte notizie" scrive l'ex bomber.

Igor Protti, che sta combattendo con coraggio la sua battaglia contro la malattia, ha mandato un messaggio di speranza a chi gli vuole bene. E siamo in tantissimi. “Si chiude un anno difficile che mi ha lasciato in eredità una durissima sfida. Stasera un Capodanno diverso da sempre, in casa con la mia compagna Daniela, un po’ dolorante, con un futuro incerto ma che cercherò di affrontare al meglio delle mie possibilità fisiche e psicologiche”.

“Cosa chiedere al 2026? Sarebbe facile sognare la guarigione ma sarei felice di non avere altre brutte notizie. Per questo stasera anche senza grandi festeggiamenti ringrazio la vita per esserci ancora. Buon anno a tutti perché vi regali salute e tanta serenità” ha aggiunto l’ex bomber.

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti è rimasto legato al mondo del calcio anche dopo il suo ritiro. Già direttore sportivo del Tuttocuoio, è stato poi in due distinti intervalli temporali club manager del Livorno. Proprio con la maglia dei labronici aveva concluso la sua carriera militando in Serie C1, B e poi A. E in Toscana chiuse l’incredibile filotto di essere stato capocannoniere nei primi tre campionati professionistici italiani, dopo esserlo diventato a Bari per la Serie A. Un record quasi unico, dato che lo condivide al momento con il solo Dario Hubner.

“Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedale – aveva rivelato a inizio luglio sul suo profilo ufficiale di ‘Instagram’ -. Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese”.

“È una partita durissima – aveva proseguito Protti -, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre. E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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