Francesco Molinari, podio sfiorato nell’Hero Dubai Desert Classic

Articolo di Andrea Gussoni

Patrick Reed, statunitense della LIV Golf, si è imposto con lo score di 274 colpi (69 66 67 72, -14)

Patrick Reed, statunitense della LIV Golf, si è imposto nell’Hero Dubai Desert Classic, conquistando il titolo con lo score di 274 colpi (69 66 67 72, -14) e staccando di quattro lunghezze l’inglese Andy Sullivan, secondo a quota 278 (-10).

La gara, prima delle cinque Rolex Series del DP World Tour, si è disputata sul percorso dell’Emirates Golf Club (par 72) di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e ha regalato buone soddisfazioni anche ai colori azzurri. Francesco Molinari, leader dopo il primo giro, ha chiuso al quarto posto con 280 colpi (65 72 71 72, -8), centrando la seconda top ten stagionale. Più arretrato Andrea Pavan che, penalizzato da un finale in salita, si è classificato 14° con 283 (69 68 71 75, -5).

Alle spalle di Reed e Sullivan, terza posizione per il francese Julien Guerrier con 279 (-9). Al quarto posto, insieme a Molinari, anche il danese Nicolai Hojgaard e il sudafricano Jayden Schaper, attuale leader della Race to Dubai. Settima piazza a quota 281 (-7) per il portoghese Ricardo Gouveia, l’inglese Marcus Armitage e lo spagnolo David Puig, uno degli undici giocatori della LIV Golf presenti in gara. Deludente, invece, la prova di Rory McIlroy e del campione uscente Tyrrell Hatton: entrambi hanno chiuso al 33° posto con 286 (-2).

Reed ha gestito con autorità l’ultimo giro, iniziato con quattro colpi di vantaggio su Puig: il 72 del par (due birdie e due bogey) è stato sufficiente per amministrare il margine senza particolari affanni. Per il 35enne di San Antonio (Texas) si tratta del primo successo nelle Rolex Series e del quarto titolo sul DP World Tour. Nel suo palmarès figurano anche un Major (Masters 2018), due WGC, sei vittorie sul PGA Tour, un titolo sull’Asian Tour e uno nella LIV Golf (Dallas 2025), circuito nel quale gioca nel team del connazionale Dustin Johnson. Reed ha inoltre partecipato a tre Ryder Cup, vincendone una con il Team USA nel 2016 da protagonista.

Il successo gli ha fruttato un assegno di 1.302.931 euro su un montepremi complessivo di circa 7.610.000 euro. Grazie a questo risultato è balzato dal 44° al 25° posto del ranking mondiale e dal 107° al secondo nella Race to Dubai.

Molinari, 43enne torinese, aveva aperto il torneo con uno splendido 65 (otto birdie e un bogey), miglior punteggio dell’evento condiviso con Sullivan e Guerrier, per poi chiudere con un 72 finale (quattro birdie, due bogey e un doppio bogey). Pavan, 36 anni, ha invece concluso l’ultimo giro in 75 (+3).

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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