Reggio Emilia c'è, finale con Milano

30 Maggio 2016

Lacrime di gioia emiliane. Lacrime di amarezza irpine. E’ Reggio Emilia che, dopo l’ennesima battaglia, stacca il pass per la finale vincendo gara 7 (85-80). Partita aspra e combattutissima anche stasera. Avellino esce a testa altissima: ha dato tutto ed è restata in corsa fino a pochi secondi dal gong. Ma capitan highlander Kaukenas ha preso per mano i suoi e li ha guidati al successo proprio quando la Sidigas era tornata in scia negli ultimi minuti. Alla fine è tripudio biancorosso che ora affronteranno nella finalissima l’Olimpia Milano. Cinque uomini in doppia cifra anche oggi per Menetti con il lituano top scorer (17). Molto bene anche il trio azzurro Della Valle (14) – Polonara (13) – Aradori (10). Grande Lavrinovic (13). Per i biancoverdi partita di spessore per Nunnally (23) e Buva (22).

Tutto in una notte. Al Bigi va in scena la sfida del “Win or go home”, ultimo atto di una serie tanto selvaggia quanto avvelenata in cui finora il fattore campo ha dettato legge. Reggio perde l’infortunato Gentile, non rischia Veremeenko (out da gara 1) e inserisce a referto un Golubovic apparso pimpante nell’ultima sfida in Irpinia. Avellino è al completo e pronta all’impresa. Si parte e via Guasco è una santabarbara già dalla palla a due. I lituani partono col turbo e Reggio esce bene dai blocchi di partenza con tanta energia (4-0 al 3’). I fischi del Bigi sono assordanti. La partenza è a intermittenza con le squadre con il coltello fra i denti che battagliano ma sentono tutto il peso del match. Kaukenas e Lavrinovic provano a prendere per mano i biancorossi infilzando con il coltello la retroguardia irpina e punendola dal perimetro (14-8 al 7’). Il match sembra sbloccarsi con le manovre offensive che diventano più fluide. Avellino rialza subito la testa e con il solito Nunnally ed i preziosi giri in lunetta accorcia (16-13 al 9’). Entrano gli italiani: con Della Valle e Polonara la Grissin Bon trova tanta energia e morde in difesa. La Reggiana prova allora a scappare in chiusura di quarto che si chiude sul 24-17 con tanta inerzia a favore dei padroni di casa. Parte la seconda frazione con il rinato Golubovic che fa sentire i suoi chili in post basso. Reggio ha gli occhi della tigre e Della Valle infila una rasoiata che vale il +12 (29-17 al 22’). Leunen non ci sta e infila dalla distanza lunga con gli irpini che provano a restare in scia grazia anche al risveglio di Buva (33-28 al 16’). Polonara si alza da tre e imbuca. L’Amedeo nazionale è tarantolato e realizza in arresto e tiro. I due azzurri sono già a quota 7. Reggio dà un’altra scossa e risale al +10 (38-28 al 17’). La Scandone cerca però come da ordini di Sacripanti sempre lo scatenato Buva (già 10 a referto per lui) nel pitturato e non sbanda (42-36 al 20’). Si torna nello spogliatoio con un match aperto dove la Reggiana non è riuscita a concretizzare del tutto il dominio sotto ogni voce statistica della partita.

Si riparte dopo la pausa lunga con capitan Kaukenas che suona la carica (46-38 al 22’). Avellino reagisce con Ragland che danza in area e la battaglia diventa verace. La difesa irpina è arcigna e non cede di un centimetro. Reggio non trova ritmo e fluidità. Aradori prova ad aprire il bunker con la bomba ma ancora Buva punisce da sotto (50-44 al 25’). La partita è spigolosa e la tensione si taglia a fettine. Le aree sono una tonnara. I pugili si scambiano colpi a ripetizione senza riuscire ad indirizzare la sfida. Della Valle in post basso realizza (54-48 al 27’). Nunnally risponde alla tripla di Lavrinovic. La partita non riesce a trovare padrone. Aradori prima imbecca Polonara da sotto poi mette il piazzato dalla media. La Reggiana va all’ultimo riposo con un mini vantaggio (61-55 al ’30). Si parte per la volata finale che deciderà la finalista. Via Guasco indossa l’elmetto e il fischio per il terzo fallo di Silins lo fa diventare una bolgia dantesca. Cervi imbuca. Della Valle mette un’altra fiondata delle sue e Polonara infila da sotto su assist di Kaukenas (66-57 al 33’). Reggio ci crede. Gli irpini lanciano segnali di cedimento. E’ pandemonio al Bigi. La Reggiana con il quintetto senza torri azzanna alla giugulare il match con una difesa che diventa un aspirapolvere e vola al +11 con la schiacciata di Silins (68-57 al 34’). La Sidigas sbanda ma Nunnally trova una tripla che le ridà ossigeno vitale. Reggio sbaglia alcuni rigori a porta vuota che potrebbero chiuderla. Buva mette i liberi del -7 (69-62 al 26’). Ma Silins risponde subito con la tripla e in penetrazione (74-64 al 27’). Reggio vede la finale e vuole portarla a casa con le unghie e con i denti. La Sidigas resta aggrappata alle ultime speranze. Nunnally infila una tripla da campione ma risponde un altro campione immortale: Rimantas Kaukenas. Leunen riporta con la tripla la Sidigas a un tiro di distanza (77-74 al ’38). Il lituano mette un’altra bomba fantastica. Buva risponde. Aradori imbucaancora. Reggio resta avanti per un soffio e alza le braccia al cielo. 4-3 per Reggio che accede alla sua seconda storica finale tricolore. Il popolo biancorosso può festeggiare per una notte, poi la mente sarà già rivolta a venerdì quando a Milano scatterà la finalissima.

In collaborazione con Basketissimo.com

 

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