Il papà di Sofia Goggia grida al miracolo: “Coincidenza incredibile”

Le parole del papà di Sofia Goggia

Tra i più emozionati e felici dopo l’argento olimpico di Sofia Goggia c’è ovviamente papà Ezio, raggiunto da Radio Rai.

“La gara l’ho vista a casa, con mia moglie: abbiamo messo la sveglia di notte, molto presto, perché in serata c’era stato un calo di corrente elettrica nella zona, come quando, nel 2018, Sofia vinse un’altra medaglia in Corea: è stata una coincidenza incredibile”, ha raccontato il settantuntenne, che nella vita è ingegnere ma anche pittore.

“Solo 23 giorni fa ha avuto quel brutto infortunio: l’argento a Pechino è stato un miracolo. Sofia è andata giù con una gamba e mezza. E’ stata straordinaria”, ha aggiunto.

Il dottor Claudio Zorzi, primario di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar, ha invece parlato al Corriere Veneto: “Ho visto la gara, ho voluto vedere fin dove arrivava il suo coraggio e la sua forza. È una potenza piena di volontà. La fonte di tutto è lei. Sì, chi le è stato vicino l’ha aiutata tantissimo, ma è la sua testa che l’ha portata al successo. Messaggi? No, non gliene ho mandati perché ho avuto tanto da fare in ospedale. E vero, potevo farlo, ho sbagliato”.

Il suo recupero ha del clamoroso: “Siamo ai primi trattamenti di questo tipo, ne abbiamo fatti una decina. Lei aveva un ginocchio gonfio con un crociato anteriore molto stirato. Abbiamo introdotto nel crociato due aghi e immesso delle piastrine arricchite. Già dopo il primo trattamento, Goggia ha detto subito che sembravano due ginocchia diverse, ma naturalmente, poi, è stata anche la fisioterapia a fare tanto. Sono infiltrazioni con il plasma che di solito si fanno in situazioni di artrosi, ne facciamo oltre 6 mila l’anno, ma sono le prime che applichiamo ai legamenti intrarticolari. E fra poco tempo saremo muniti di micro telecamere mono uso di una ditta americana, per eseguire l’infiltrazione con la massima precisione. Se è normale una ripresa così veloce? No. È il soggetto con la sua determinazione che ha fatto la differenza. Lei è partita anche da una muscolatura fuori media ed era motivata da una vo- lontà pazzesca di vincere e di partecipare alle Olimpiadi”.


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