Curry rimonta 23 punti, vittoria numero 13

Mente Marco Belinelli percorre il suo destino di eroe nei giorni difficili o meno fortunati uscendo da Miami a testa alta col record stagionale (23 punti) nella serata in cui i Kings devono fare a meno dello squalficato Cousins (per l’esattezza  vale 30,8 punti per gara), Stephen Curry cavalca il suo fresco mito di eroe imbattibile trascinando i Warriors al 13esimo successo consecutivo al termine di una rimonta rocambolesca coi Clippers.
 
A Los Angeles sembrava davvero impossibile poter resistere al bombardamento infernale scatenato fin dai primi minuti da Chris Paul, al rientro da due gare di stop per un problema all’inguine. Con 18 punti (7/7 e 3/3 dall’arco) del suo magnetico capitano, i Clippers doppiavano (36/18) i rivali scavando alla fine del 1° quarto un solco di 16 punti (25/41 con 3 soli punti di Curry  per 4 minuti) che si allargava fino a 23 punti offrendo l’impressione generale della resa imminente dei campioni. Ma dietro l’angolo c’era però il colpo di scena. Un frastornato Curry riusciva a rientrare nella sua armatura di guerriero alato e con 40 punti e con l’aiuto degli altri “Splash Brothers” (Klay Thompson e Harrison Barnes) e di Dreymond Green i Warriors passavano sugli avversari come un tornado, colorando di smalto speciale una vittoria che altrimenti sarebbe stata di routine, da inizio stagione. 
 
I Clippers, nonostante due star come Paul e Griffin, si portano dietro un passato di squadra facile alla rottura psicologica che nemmeno un coach ringhioso ed esigente come Doc Rivers è riuscito a cancellare. Questa stagione è già capitato tre volte, la penultima era stata a Dallas per la felicità di Mark Cuban dopo il “caso Jordan” nei giorni del mercato e al quale bisogna dare ragione per il suo commento lapidario: “Cambiano i giocatori, gli allenatori, cambia il proprietario ma i Clippers non cambiano mai..”.
 
Con un Wade in fase di ritorno nel suo ruolo di leader, il solito roccioso Chris Bosh, le stoppate di Hassan Whiteside novello Superman ed i 19 punti dell’emergente Tyler Johnson Miami è riuscita a domare i bollenti spiriti dei Kings che orfani del loro centro di gravità Cousins e perso anche Rudy Gay per un problema alla spalla ne terzo tempo, si sono affidati esclusivamente  all’estro delle guardie: 23 punti e 5 su 10 nelle triple  di Marco Belinelli (meglio di Curry a Los Angeles come percentuale e maggior numero di tentativi della sua prima stagione con la nuova maglia) e record stagionale (a parte il 32 al debutto in preseason); 17 punti per il più atletico e giovane McLemore, ex alunno di Kansas numero 7 de draft 2013, che a Miami ha segnato il canestro pià spettacolare e da due gare in quintetto dopo un inzio di stagione difficile; infine, quarta tripla mancata per un solo rimbalzo per Rajon Rondo con un record stagionale di 18 assist.  Più che mai si è sentita l’assenza di Cousins, ragione principale di ben 5 delle 9 sconfitte dei californiani. Su 13 gare (bilancio 4/9) coach Karl, il veterano della NBA quasi il doppio degli anni di JB Birkestaff, il collega che ha preso il posto di McHale a Hoston, ha cambiato ben 10 volte quintetto senza dare ancora questa possibilità all’azzurro; da ultimo  Karl ha tolto Quincy Acy per mettere a Miami l’israeliano Omar Casspi (4 palle perse sulle 18 totali che hanno fatto pendere la bilancia con 41 rimbalzi e 25 assist contro i 40 e 25 dei vincitori).
 
La statistica conferma che “Beli” è l’eroe delle giornate difficili nelle quali segna più punti (12,4) che in quelle del successo (9 di media). Per la prima volta coi Kings ha piazzato 5 bombe ed è stato il top scorer, era arrivato a 22 punti nella sconfitta coi Warriors. Può essere un’iniezione di fiducia importante per la gara di domani notte a Orlando perchè  coi Kings non gli sono mancati i minuti di gioco ma la precisione nel tiro (35,6 da 2 e 35,2 da 3).
 
Irresistibile invece Curry sopra i 40 punti per la terza volta (più i 53 del suo high contro New Orleans) ma col record stagionale come numero di tiri liberi (12/12, per la settima volta senza errori) e rimbalzi (11). La sua media è ripresa a salire nelle ultime due giornate e adesso è di 34,2 (per 36 minuti) col 52%, 45,3% e 93,3 nei liberi oltre a 5,3 rimbalzi, 5,8 assist e 2,5 recuperi e 1,8 falli. Ma un dato impreziosisce ancor più questa stagione in “stile Jordan”: i Warriors hanno ottenuto in trasferta i tre migliori punteggi del volo-record (prossima tappa eguagliare le 14 vuttorie di Dallas e poi le 15 di Washington e dei Rockets) quando Curry ha segnato almeno 40 punti: 134-120 a New Orleans (53 punti), 129-119 a Minnesta (46) e 124-117 a Ls Angeles (40 punti).
 
Nella notte di giovedì un piccolo record personale anche per Matthew Dellavedova, 13 assist, messo in quintetto per puntellare la difesa dei Cavaliers dopo la terza sconfitta. I vicecampioni della NBA hanno riscattato in casa la recente figuraccia coi Bucks co una doppia-doppia di Kevin Love e 27 punti di LeBron e 18 punti di Smith e la regia del determinato australiano che fu l’eroe inatteso  degli ultimi playoff nel momento dell’infortunio di Irving.
 
RISULTATI giovedì notte: MIAMI-Sacramento 116-109 (23 C.Bosh + 10r, 22 D.Wade, 19 T.Johnson; 23 M.Belinelli, 17 McLemore, 14 R.Rondo + 9r, 18a); CLEVELAND-Milwaukee 115-100 (27 L.James + 9r 6a, 22 K.Loe +15 r, 18 JR Smith, 7 M.Dellavedova + 13a; 33 G.Antetokounmpo 12/15, tl8/8, 17 G.Monroe); LA Clippers-GOLDEN STATE 117-124 (35 C.Paul, 27 B.Griffin, 9 D.Jordan +10r; 40 S.Curry 11/22, 6/14, tl12/12, 11r, 4a; 25 K.Thompson tl 10/12, 21 H.Barnes, 19 D.Green +9 r 6a)
 
A cura di Enrico Campana

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