Spezia
Aggiornato Mar 14 Lug 2026 alle 15:58La stagione 2025-2026 dello Spezia si è conclusa con la retrocessione in Serie C, un epilogo amaro che ha rappresentato il punto più basso di un’annata travagliata fin dal primo giorno. Le ultime notizie sugli Aquilotti raccontano di una squadra che non è mai riuscita a trovare continuità, cambiando due allenatori nel corso del campionato e lottando per la sopravvivenza fino all’ultima giornata, senza però riuscire a salvarsi.
Una stagione da dimenticare: cambi in panchina e zona retrocessione
Il campionato degli Aquilotti era iniziato con Luca D’Angelo in panchina, lo stesso tecnico che nella stagione precedente aveva portato lo Spezia fino alla finale dei playoff di Serie B, persa contro la Cremonese. Tuttavia, i risultati nella nuova annata furono subito deludenti: la squadra ligure si ritrovò stabilmente nelle ultime posizioni della classifica, con una sola vittoria nelle prime undici giornate. La sconfitta sul campo del Monza, decisa da una clamorosa papera del portiere Sarr, fu la goccia che fece traboccare il vaso: a novembre 2025, la società decise di esonerare D’Angelo e di affidarsi a Roberto Donadoni, ex commissario tecnico della Nazionale italiana, fermo dal 2020.
L’avventura di Donadoni non portò però la scossa sperata. Dopo ventuno partite con un bilancio di sei vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte, anche il tecnico bergamasco venne esonerato a marzo 2026, in seguito al ko per 3-1 in casa della Juve Stabia. La società decise allora di richiamare proprio D’Angelo sulla panchina dello Spezia, nel disperato tentativo di invertire la rotta nelle ultime sei giornate di campionato. Un ritorno che, però, non bastò a evitare il peggio.
Il verdetto finale: Spezia retrocesso in Serie C
L’ultima giornata di regular season ha sancito ufficialmente la retrocessione in Serie C dello Spezia, insieme a Pescara e Reggiana. Gli Aquilotti hanno pareggiato 1-1 nello scontro diretto con il Pescara — con Artistico che ha risposto al gol di Faraoni — un risultato che non è bastato a salvarsi. I verdetti finali della Serie B hanno così confermato il drammatico epilogo di una stagione iniziata con ben altre ambizioni, considerando che appena un anno prima lo Spezia aveva sfiorato la promozione in massima serie.
La classifica finale racconta tutto: gli Aquilotti hanno chiuso con soli 22 punti, penultimi davanti al solo Pescara. Un rendimento insufficiente che ha rispecchiato le difficoltà strutturali di un gruppo mai in grado di esprimere il proprio potenziale. Significativo il confronto con la stagione precedente, quando Francesco Pio Esposito — capocannoniere della Serie B con 14 gol prima del rinnovo con l’Inter — aveva trascinato lo Spezia fino alla finale playoff. La sua partenza aveva lasciato un vuoto enorme nell’attacco ligure, colmato solo parzialmente dall’arrivo di Vanja Vlahovic dall’Atalanta.
Il mercato e le scelte che non hanno pagato
Nel corso della stagione, la dirigenza spezzina aveva cercato di correre ai ripari con interventi mirati sul mercato. A dicembre, il grave infortunio del portiere Fallou Sarr aveva costretto il club a cercare rinforzi tra i pali, valutando profili come Nikita Contini del Napoli e i portieri del Palermo Francesco Bardi e Alfred Gomis. Sul fronte offensivo, lo Spezia aveva monitorato giovani talenti come Davide Pio Stabile della Vis Pesaro, conteso anche dalla Juve Stabia.
Donadoni, durante la sua gestione, aveva più volte sottolineato la necessità di interventi chirurgici sul mercato, convinto che il divario con le altre squadre non fosse incolmabile. «In questa Serie B il livellamento è grande. La differenza è data dai particolari», aveva dichiarato il tecnico dopo la sconfitta di Frosinone. Parole che, alla luce del risultato finale, suonano come una profezia mancata: quei particolari non sono mai stati colmati, e lo Spezia ha pagato a caro prezzo ogni errore commesso nel corso di un’annata da dimenticare.
Ora, con la retrocessione consumata, il club di via Melara dovrà ripartire dalla Serie C e ricostruire un progetto credibile, cercando di ritrovare quella identità e quella solidità che avevano caratterizzato le stagioni più recenti. Le ultime notizie sullo Spezia parlano di una società chiamata a scelte coraggiose e a una profonda riflessione sul proprio futuro, consapevole che risalire dalla terza serie non sarà un percorso né breve né scontato.