Marotta: "Nessuna rivoluzione alla Juventus"

"I cicli cambiano quando cambia il presidente, noi abbiamo avuto due allenatori entrambi vincenti", garantisce l'ad bianconero.

Giuseppe Marotta ha smentito l'ipotesi di una rivoluzione in casa Juventus in vista dell'anno prossimo. Lo ha fatto parlando a Premium Sport, nel corso del programma 'Serie A Live', in occasione della partita contro il Benevento: "Ci sono 65 punti di differenza tra noi e il Benevento e il destino di questa gara dipende soprattutto da noi, con tutto il rispetto per il Benevento. L'anno prossimo sarà rivoluzione? La Juve deve vincere. Questo è l'importante, poi la sconfitta con il Real non ha aperto uno scenario inedito. La società è solida, ha una struttura dirigenziale, a partire dal presidente, di grande spessore e i nostri programmi tecnici sono iniziati mesi fa e prevedono come sempre un mix di giocatori giovani e profili più esperti".

"E' finito un ciclo? No, perché il ciclo è iniziato nel 2010 con l'arrivo di Andrea Agnelli - ha aggiunto l'amministratore delegato bianconero -. Bisogna parlare di fine ciclo quando c’è un cambio presidenziale. Abbiamo avvicendato due allenatori in questi anni, entrambi vincenti. Abbiamo cambiato molti giocatori, tutti vincenti in Italia e protagonisti in Europa. La società è cresciuta e si è ricollocata dove la storia della Juve insegna. Abbiamo le idee molte chiare sappiamo che per vincere non bastano solo giovani e la dimostrazione è Cristiano Ronaldo che sta dando il meglio di sé da quando ha superato i 30 anni".

"C'è il rischio di non vincere mai la Champions senza grandi investimenti? Lo scenario di riferimento vede l'Italia in maniera diversa rispetto agli anni 90. Negli ultimi anni in fondo arrivano sempre le stesse squadre e il potere economico dei grandi club è molto superiore al nostro. Ma noi dobbiamo proseguire sul nostro modello, sulla capacità dei nostri giocatori di combattere. Si può vincere al di là degli aspetti economici. Siamo sempre tra le prime otto in Europa nelle ultime stagioni, poi la Champions è un torneo, ci è capitata la squadra più forte del mondo e abbiamo sofferto", ha spiegato ancora Marotta.


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