Fiorentina
Aggiornato Lun 24 Ago 2026 alle 10:38L’estate della Fiorentina è stata tra le più movimentate degli ultimi anni, con undici acquisti completati dal direttore sportivo Fabio Paratici e una serie di intrecci di mercato che hanno tenuto banco fino agli ultimi giorni di agosto. Dopo una stagione 2025-2026 da dimenticare — chiusa al quindicesimo posto con il rischio retrocessione — il club viola ha scelto di ripartire con un nuovo allenatore, Fabio Grosso, e una rosa profondamente rinnovata, con l’obiettivo dichiarato di tornare in Europa.
Il caso Kean: da incedibile a obiettivo di mercato
Il nodo più intricato dell’estate viola ha riguardato il futuro di Moise Kean. A inizio agosto la Fiorentina aveva blindato il suo centravanti, con Grosso che aveva dichiarato di volerlo come riferimento offensivo del nuovo corso. Eppure, nel giro di poche settimane, lo scenario è cambiato radicalmente. Il Como, reduce da un quarto posto in Serie A e prossimo debuttante in Champions League, ha presentato una prima offerta ufficiale: un prestito oneroso da 5 milioni con obbligo di riscatto a 25, per un totale di 30 milioni. Cifra ritenuta insufficiente dalla Fiorentina, che valuta il cartellino dell’attaccante almeno 40 milioni.
A rendere Kean particolarmente appetibile per i lariani è la questione delle liste UEFA: il centravanti di Vercelli, con 26 presenze e 13 gol in Nazionale, rappresenta una soluzione ideale per i requisiti di formazione in Italia richiesti dalla competizione europea. Cesc Fabregas ha dato il proprio assenso all’operazione, e il Como sarebbe pronto a garantire al giocatore un ingaggio da circa 4,5 milioni di euro annui. Kean, dal canto suo, non avrebbe spinto per la cessione, lasciando alla società la decisione finale. La distanza tra domanda e offerta resta però significativa, con i lariani che non avrebbero ancora effettuato un rilancio concreto.
L’arrivo di Mateo Pellegrino dal Parma per circa 25 milioni di euro — undicesimo acquisto dell’estate viola — ha di fatto reso ridondante la presenza di Roberto Piccoli, destinato al Bologna in prestito con obbligo di riscatto. Proprio questa rivoluzione del reparto offensivo ha aperto uno spiraglio per la cessione di Kean, fino a poche settimane fa considerato incedibile. Qualora l’attaccante dovesse partire, la Fiorentina avrebbe già individuato un possibile sostituto in Emanuel Emegha, centravanti olandese di 23 anni nell’orbita Chelsea, reduce dall’ultima stagione con lo Strasburgo.
Mastantuono e il mercato in entrata: la grande scommessa viola
Il colpo più suggestivo dell’estate fiorentina porta il nome di Franco Mastantuono. L’argentino classe 2007, considerato uno degli astri nascenti del calcio sudamericano, è arrivato in prestito dal Real Madrid dopo una stagione difficile sotto la guida di José Mourinho. Trequartista dotato di un gran piede sinistro e ottima visione di gioco, Mastantuono ha già esordito ufficialmente con la maglia viola nella vittoria per 4-1 sul Benevento in Coppa Italia, entrando in campo al 58′ nel giorno del suo diciannovesimo compleanno e ricevendo una standing ovation dal Franchi.
Il percorso che ha portato Mastantuono a Firenze ricorda da vicino quello di Nico Paz al Como: il Real Madrid ha pagato il 50% del pesante stipendio del giocatore, mentre la Fiorentina ha strappato un accordo in prestito secco, battendo la concorrenza di Milan e Roma. A giocare un ruolo decisivo è stata anche la telefonata personale di Grosso al giocatore. Mastantuono possiede il passaporto italiano e non occupa uno slot da extracomunitario nella rosa viola, un dettaglio non trascurabile nella pianificazione della squadra.
Sul fronte degli altri acquisti, Paratici ha costruito una rosa profondamente rinnovata: tra i nomi più rilevanti figurano Giovanni Fabbian dal Bologna, Marco Brescianini dall’Atalanta, Radu Drăgușin in prestito dal Tottenham e Álex Jiménez in prestito dal Bournemouth. Un mercato ambizioso, che riflette la volontà della proprietà di voltare pagina dopo una stagione che aveva visto i viola lottare fino alla penultima giornata per evitare la retrocessione, conquistando la salvezza con un pareggio casalingo contro il Genoa tra i fischi del Franchi.
Grosso e il nuovo corso: dalla salvezza alla Champions League come obiettivo indiretto
L’arrivo di Fabio Grosso sulla panchina viola, ufficializzato a inizio giugno con un contratto biennale da 1,2 milioni di euro annui, ha segnato la svolta nel progetto di rilancio del club. Il campione del mondo 2006, che aveva guidato il Sassuolo alla promozione in Serie A e a una salvezza tranquilla, ha preso il posto di Paolo Vanoli — il tecnico che aveva salvato i viola in extremis nella stagione precedente ma che non aveva ottenuto la conferma nonostante le richieste di continuità.
La prima uscita ufficiale di Grosso ha già regalato segnali incoraggianti: il netto 4-1 al Benevento in Coppa Italia, con reti di Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour, ha mostrato una squadra con ben altra mentalità rispetto a quella che aveva chiuso la stagione tra fischi e contestazioni. L’obiettivo dichiarato è il ritorno in Europa, e il mercato condotto da Paratici sembra costruito proprio in questa direzione. Resta da sciogliere il nodo Kean, che potrebbe ridisegnare ulteriormente i piani offensivi della squadra nelle ultime ore di una sessione di mercato già ricchissima di colpi di scena.