Valentino Rossi

Aggiornato Mer 17 Giu 2026 alle 14:34

Valentino Rossi continua a essere il punto di riferimento del motorsport italiano, dentro e fuori dalla pista. Le ultime notizie che lo riguardano spaziano dalla MotoGP alle competizioni GT, passando per il suo ruolo di mentore e icona culturale, confermando come il Dottore rimanga una figura centrale nel panorama sportivo mondiale anche dopo il ritiro dalle due ruote.

Marc Marquez insegue il record di Rossi: quota 100 vittorie e il titolo nel mirino

La notizia più recente e significativa che coinvolge il nome di Valentino Rossi arriva dalla MotoGP. Marc Marquez ha raggiunto le 100 vittorie nel Motomondiale grazie alla tripletta conquistata in Ungheria — pole position, Sprint e gara domenicale — portandosi al terzo posto nella classifica all-time dei piloti più vincenti. Davanti a lui ora restano soltanto Giacomo Agostini con 123 successi e proprio Valentino Rossi con 115. Un traguardo storico per lo spagnolo, che aveva già eguagliato i nove titoli mondiali del Dottore nel 2025 e che ora punta apertamente a superarlo anche nel conteggio delle vittorie.

Stefan Bradl, ex collaudatore Honda che conosce bene Marquez, aveva anticipato questa ambizione già nei mesi scorsi: «Vuole essere il re indiscusso della MotoGP e superare Valentino Rossi. Questo è il suo incentivo». Lo stesso Marquez, intervistato a inizio anno, aveva dichiarato senza mezzi termini di voler conquistare un decimo titolo mondiale, quello che gli permetterebbe di andare oltre il record del Dottore. Il weekend ungherese ha anche riaperto i giochi per il campionato 2026: prima della gara, Marquez accusava 103 punti di ritardo dal leader Marco Bezzecchi — pilota dell’Academy VR46, quindi legato proprio all’universo di Rossi — distacco sceso a 72 dopo la tripletta. Lo spagnolo resta però cauto: «Ho più da perdere che da guadagnare», ha ammesso, consapevole che i prossimi circuiti, prevalentemente destrorsi, potrebbero penalizzarlo vista la condizione non ancora ottimale della spalla destra operata a maggio.

Il tema del confronto tra Marquez e Rossi è del resto ricorrente. Jorge Lorenzo, in un’intervista di novembre 2025, aveva paragonato la stagione dominante del numero 93 al 2002 di Valentino Rossi, inserendolo nella top 3 dei piloti più forti di sempre. E la leggenda Jim Redman, pur riconoscendo la grandezza assoluta del Dottore — «l’uomo che ha cambiato per sempre la definizione di pilota» — aveva indicato in Marquez il più grande di tutti i tempi, scatenando l’inevitabile dibattito tra i tifosi.

Rossi mentore, icona e protagonista: il Dottore non si ferma mai

Mentre Marquez insegue i suoi record, Valentino Rossi vive una seconda carriera ricchissima di stimoli. Sul fronte automobilistico, la stagione 2025 si era chiusa con soddisfazioni importanti: la vittoria alla 8 Ore di Indianapolis con il Team WRT e il secondo posto alla 12 Ore di Bathurst. Nel 2026 ha già preso parte alla 12 Ore di Bathurst e alla Tre Ore di Monza, dove però la sua BMW numero 46 è stata costretta al ritiro dopo soli tre giri per un problema alla frizione.

Il ruolo che più lo assorbe, però, è quello di guida e mentore. La sua VR46 Riders Academy continua a sfornare talenti e a influenzare il paddock della MotoGP. Kimi Antonelli, rivelazione della Formula 1 2026, ha raccontato di aver visitato il Ranch di Rossi a inizio anno, definendolo una fonte d’ispirazione: «Vale era molto contento per me, mi ha detto che ha fatto un gran tifo nelle ultime gare». Il giovane bolognese, che guida il campionato di F1 con due vittorie all’attivo, ha più volte dichiarato di prendere esempio dal Dottore, con cui condivide anche l’esordio precocissimo nelle rispettive categorie.

Sul fronte MotoGP, Rossi ha preso pubblicamente le difese di Pecco Bagnaia, difendendo il pilota piemontese dalle critiche e lanciando una frecciata alla Ducati: «Mi piacerebbe vedere anche Ducati impegnarsi come fa lui. Mi sembra che, dopo l’anno scorso, gli animi si siano un po’ raffreddati, come in un matrimonio in cui succedono cose brutte». Parole che hanno fatto discutere, soprattutto alla luce del passaggio di Bagnaia all’Aprilia per il 2027. Il team VR46, intanto, ha scelto di non adottare la Ducati GP25 per Franco Morbidelli, preferendo restare sulla GP24 — una decisione influenzata anche dalle difficoltà incontrate da altri piloti con la moto nuova.

Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha acceso il dibattito sulla popolarità della MotoGP ricordando quanto fosse unico l’impatto mediatico di Rossi: «Valentino era una stella e un eroe anche per le nonne, in quegli anni anche loro guardavano la MotoGP». Una riflessione che fotografa bene il vuoto lasciato dal Dottore come ambasciatore globale dello sport, un ruolo che nessuno è ancora riuscito a ricoprire con la stessa efficacia.

A febbraio, in occasione del suo 47° compleanno e della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Rossi era tornato al centro della scena nazionale guidando il tram storico che ha trasportato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella allo stadio San Siro. Un momento che ha commosso anche Guido Meda, storico telecronista della MotoGP: «Ho rivisto il mio passato, quello dei miei anni migliori. Valentino Rossi mi ha fatto diventare grande raccontandolo». Nove titoli mondiali, 115 vittorie, 235 podi: i numeri di una carriera irripetibile, che però continua a fare notizia ogni giorno.