Mancini non si accontenta: "Dobbiamo segnare"

Il ct dell'Italia promuove la prova della squadra, ma va al sodo: "Bisogna migliorare sotto porta. Rimpianti per Lisbona? L'ho voluta giocare così...".

A furia di parlare di Italia-Svezia, un anno dopo nello stesso stadio non poteva che finire allo stesso modo. Gli Azzurri non riescono a piegare il Portogallo e devono dire addio al primo obiettivo della gestione Mancini, il primo posto nel girone di Nations League.

Alla Final Four vanno i campioni d’Europa, pur dominati per un’ora da un avversario giovane, dinamico e determinato, ma sempre afflitto da un preoccupante mal di gol, come amaramente ammesso a fine gara dal ct: "Abbiamo fatto un'ottima partita, nel primo tempo abbiamo dominato, peccato perché nella ripresa siamo calati, ma era normale che accadesse dopo lo sforzo della prima parte di gara. È chiaro però che dobbiamo fare qualcosa in più per andare in gol, perché le occasioni le abbiamo avute, comunque abbiamo fatto un altro passo avanti rispetto alla partita contro la Polonia, avendo giocato contro una squadra più forte".

A questo punto viene da rimpiangere il turnover visto in Portogallo, nella gara che ha di fatto deciso il girone, ma Mancini taglia corto: "In quel momento ho voluto giocarla in quel modo”. 

Un’ultima battuta su Chiesa, forse servito troppo poco: “Dovevamo cambiare gioco più spesso, quando ha toccato il pallone lui abbiamo creato la superiorità”.
 

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