Visita medico sportiva dopo Covid: gli esami e i costi

26 Agosto 2021

La visita medico sportiva dopo Covid non è obbligatoria per tutti gli atleti tesserati, professionisti o dilettanti. Alcune federazioni sportive richiedono che, dopo una positività accertata, gli atleti tesserati debbano ripetere interamente la visita medico sportiva, altre federazioni richiedono degli esami supplementari prima del ritorno all’attività – allenamenti o gare che siano – per altre ancora basta il certificato di avvenuta guarigione, che può essere rilasciato dal proprio medico curante con la certificazione di un tampone negativo. Tuttavia, tanto per gli atleti tesserati, professionisti o dilettanti che siano, quanto per gli sportivi amatoriali, possono essere utili le indicazioni e raccomandazioni della Federazione Medico Sportiva Italiana.

Visita medico sportiva dopo Covid: le indicazioni della Federazione Medico Sportiva Italiana

La Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport, ha provveduto già da aprile 2020 a divulgare delle raccomandazioni per la ripresa dell’attività sportiva – gare e allenamenti – nella situazione generata dalla pandemia.

Tralasciando l’aspetto meramente burocratico – cioè il fatto che alcune federazioni sportive richiedano di rifare la visita medico sportiva dopo COVID, altre non la richiedano e altre ancora richiedano esami supplementari – c’è un punto fondamentale che dovrebbe interessare qualunque sportivo: degli effetti a breve e lungo termine del COVID si sa ancora molto poco. E quel poco che si sa dovrebbe indurre qualunque sportivo alla maggior cautela nel momento in cui, dopo aver contratto il Coronavirus, tornasse a praticare sport. L’obiettivo delle raccomandazioni della FMSI è quello di tutelare la salute degli atleti e degli sportivi alla luce della patogenesi virale del COVID e della non prevedibilità degli effetti a breve e lungo termine post-infezione.

Visita medico sportiva dopo Covid: le conseguenze dell’infezione da Coronavirus

Dopo quasi 2 anno di pandemia da SARS-CoV-2 è ormai accertato che le principali complicanze date dall’infezione da Coronavirus sono a livello polmonare e cardiologico. Come recita un documento pubblicato sul Giornale di Cardiologiail virus si è dimostrato in grado di provocare direttamente o indirettamente danno miocardico, attraverso plurimi e sinergici meccanismi” e “l’apparato respiratorio rappresenta il principale bersaglio dell’infezione da SARS-CoV-2 nonché il principale strumento di trasmissione dell’infezione. Fin dalle prime osservazioni è parso chiaro che il nuovo coronavirus tende ad avere una particolare predilezione per il tratto respiratorio inferiore, causando un quadro di polmonite interstiziale con reperti caratteristiche alla tomografia computerizzata.”

Non c’è bisogno di sottolineare come cuore e polmoni siano organi sottoposti a particolare stress durante l’attività sportiva di ogni genere e grado. Per questo la FMSI suggerisce non solo di effettuare una nuova visita medico sportiva dopo Covid prima di riprendere allenamenti e gare ma anche alcuni esami in più rispetto a quelli previsti dalla normale visita sportiva di idoneità, agonistica o non agonistica.

Visita medico sportiva dopo Covid: esami e costi

Visita medico sportiva dopo Covid: gli esami da fare

Il Protocollo FMSI per la ripresa dell’attività sportiva degli atleti distingue tra atleti professionisti e atleti dilettanti e, per ciascun tipo, tra atleti COVID+ e atleti COVID-. Ora, al di là degli esami necessari all’accertamento della positività (in atto o passata) o della negatività, che si possono leggere direttamente sul documento della FMSI, ciò che è interessante sono gli esami suggeriti e raccomandati prima di riprendere con allenamenti e gare, tanto per gli atleti professionisti quanto per i dilettanti.
La visita medico sportiva dopo COVID per chi ha contratto il Coronavirus in particolare dovrebbe prevedere:

1. Test da sforzo massimale con valutazione polmonare (test cardio polmonare) e saturazione O2 a riposo, durante e dopo sforzo.
2. Ecocardiogramma color doppler
3. ECG Holter 24hr. Inclusivo di una seduta di allenamento o di sforzo
4. Esame Spirometria Completo (FVC, VC, MVV)
5. Esami ematochimici (Emocromo, ALT/AST, Gamma GT, Creatininemia, CPK isotipi, Troponina, LDH, PT/PTT, INR, Elettroforesi proteica, D-dimero, PCR, Ferritina, IL-6, Esame urine completo)
6. Radiologia polmonare: TAC per COVID+: consigliabile e a giudizio del medico responsabile sanitario.
7. Nulla osta infettivologico alla ripresa (per gli atleti COVID +)

Non solo: la FMSI raccomanda anche che “gli atleti Covid+ dovranno osservare un periodo individuale di graduale ripresa nei successivi 15 gg prima di iniziare gradualmente gli allenamenti e sotto l’attento controllo del Responsabile sanitario, che a suo giudizio potrà ampliare test ed esami“. Cioè: hai contratto il COVID, sei guarito e hai avuto il tampone negativo, prima di riprendere a pieno ritmo l’attività sportiva dovresti rifare la visita medico sportiva e osservare un periodo di almeno 15 giorni di graduale ripresa individuale prima di tornare ad allenarsi a pieno regime (ne abbiamo parlato anche in questo articolo con il dottor Massimiliano Maria Maruzzi, specialista in malattie dell’apparato respiratorio al Columbus Clinic Center di Milano e runner).

Per capire se bisogna rifare la visita medico sportiva dopo COVID e con quali esami occorre fare riferimento ai diversi protocolli di ciascuna federazione sportiva (per esempio FIDAL, FIGC Dilettanti e Settore Giovanile, FIPAV, FIP, FIN) ma rimane la raccomandazione della Federazione Medico Sportiva Italiana di non sottovalutare gli effetti a breve, medio e lungo termine dell’infezione da Coronavirus su cuore e polmoni. Anche se si è degli atleti.

Photo credits: – it.depositphotos.com

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