Perché non puoi più fare a meno di un porta cellulare da bicicletta

2 Luglio 2021

Anche io ho dovuto arrendermi al porta cellulare da bicicletta. Dopo anni e anni in cui lo smartphone lo lasciavo a casa, perché sono un teorico del perdersi, o al massimo lo mettevo nella tasca posteriore della t-shirt per averlo nel caso in cui avessi dovuto chiamare casa, anche io mi sono arreso al supporto per smartphone da bici. E il motivo è molto semplice.
Delle mie prestazioni in sella mi è sempre interessato poco. Non è quello il motivo per cui vado in bici, quindi non ho mai preso in considerazione un ciclocomputer per quello scopo e mi son sempre limitato a registrare le mie uscite con lo sportwatch al polso e a riguardare i dati e il percorso su Strava. Pura curiosità. Peraltro finché ho avuto solo la MTB le aree in cui andare a girare nei dintorni di casa, senza fare troppa strada o asfalto, erano più o meno sempre quelle, e non sentivo l’esigenza della navigazione GPS che mi guidasse. Andavo soprattutto a naso, imboccando ogni volta qualche nuovo sentiero da esplorare.

Ora che però ho anche una gravel le esigenze mi sono un po’ cambiate, e me ne sono reso conto pedalando. Cioè mi sono reso conto che con un po’ di navigazione si possono unire più facilmente i punti del territorio, e farlo sfruttando sterrati e sentieri. E me ne sono reso conto usando quelle App che consentono navigazione, tracciamento e condivisione. All’inizio guardavo velocemente il percorso sullo smartphone e lo rimettevo in tasca per andare a sensazione e orientamento. Dopo qualche uscita in compagnia ho capito che il navigatore non è una limitazione alla fantasia e alla scoperta ma anzi un aiuto. E ho cominciato a pensare a un porta cellulare da bicicletta.

Fortuna vuole che abbia uno di quegli smartphone rugged indistruttibili, quindi ho subito eliminato l’idea della borsa sul tubo orizzontale per cui c’è la predisposizione sulle bici gravel. Se anche il telefono si bagna o cade non gli succede nulla. Quindi mi sono orientato su un supporto da cellulare da fissare sul manubrio. E qui si apre un mondo.

Sostanzialmente un porta cellulare bici deve fare 6 cose in ordine di importanza. La prima è fissare bene il cellulare di modo che non cada: a me, come detto, interessa relativamente, ma per il 99% degli smartphone è fondamentale. La seconda è fissarsi bene al telaio della bicicletta per rimanere ben fermo: per come sono io non ci sarebbe niente che mi disturba di più di dover sistemare continuamente una cosa che ho sotto gli occhi mentre pedalo. La terza è che sia leggero e poco ingombrante. La quarta che sia pratico e veloce da maneggiare. Queste per me sono le cose fondamentali in un supporto bike per cellulare. Poi ce ne sono un altro paio che in una guida ai porta cellulare da bici rientrerebbero sicuramente: che sia orientabile e che protegga lo smartphone da pioggia, polvere e sporco.

Ho avuto allora modo di provare due modelli di Cellularline: il Rider Steel (c’è anche la versione Shield con la cover antipioggia ma appunto non mi serve) e il Bike Holder. Sono due modelli essenzialmente diversi per caratteristiche e ottimi per fare un confronto dei pro e contro.

Il Rider Steel funziona come quelli per auto, con un supporto che tiene fermo lo smartphone grazie a una vite regolabile con un pomello, e un morsetto con staffa da fissare al tubo del manubrio avvitando una vite a brugola. La cosa comoda è che fissato il morsetto al manubrio poi si può staccare facilmente il supporto per lo smartphone. Inoltre si può inclinare a piacere, ruotare a 360° e ha anche dei distanziali per tubi di diversi diametri. Il Rider Steel è in alluminio e plastica e la sensazione è quella di un oggetto robusto e resistente, tanto che è venduto con anche l’attacco per fissaggio allo specchietto della moto. Il contro è ovviamente il peso, 105 grammi misurati sul bilancino da cucina. Il prezzo (29,95 euro) assolutamente giustificato.

porta cellulare da bicicletta Rider Steel

Il Rider Universal è tutta un’altra cosa. Niente alluminio, plastica o materiali rigidi, tutto morbido silicone, si fissa al manubrio grazie a una fascetta regolabile e tiene fermo lo smartphone grazie a due inviti sempre in silicone elastico. Niente viti, niente chiavi a brugola, niente da stringere o allargare.

porta cellulare da bicicletta Rider Universal

Quale preferisco? Dipende, dalla bici e quindi dall’uso potenziale. Su una e-bike da passeggio comoda e rilassata che avevo da provare il Rider Steel: non mi interessa del peso, cadere è nell’ambito delle possibilità ma non delle probabilità, i percorsi fattibili sono poco o per nulla accidentati, quindi vibrazioni praticamente nulle, e la posizione in sella è compassata e verticale per cui la regolazione risulta quindi comodissima.
Sulla gravel e sulla MTB il Rider Universal: pesa 40 grammi sempre da bilancino da cucina, infili e sfili al volo, te ne freghi di sabbia e fango, e se anche cadi – cosa che mi capita spesso – non c’è il rischio di rompere le parti in plastica e se anche non porto lo smartphone ingombra davvero nulla.

Quindi, qualunque sia la bici che hai e l’uso che ne fai, probabilmente anche tu ora non puoi più fare a meno di un porta cellulare da bicicletta.

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