Warriors battuti in casa dopo 14 mesi

Quando si dice il pesce d'aprile... Imbattuti in casa dal 27 gennaio 2015, 14 mesi, con una striscia-record senza precedenti (54 vittorie consecutive, 36 questa stagione) i Warriors rallentano nella volata finale per demolire lo storico primato NBA dei Bulls di 20 anni fa delle 72 vittorie e 10 sconfitte. Merito della difesa felina di Brad Stevens che ha psicologicamente demolito  nella prima parte della gara le sicurezze dei campioni, soprattutto del suo extraterrestre. Stephen Curry per i primi 6 minuti non è riuscito a segnare perdendo ben 5 dei 9 palloni dell'intera gara, anche se alla fine ha messo insieme 29 punti e assieme a Draymond Green ha provato a vincere di contraggenio. Ma non è  bastato, i Celtics new wave hanno perso confidenza all'inizio e corrisposto alle convinzioni del suo genialissimo coach. Pur mancandogli  un giocatore importante quale Joe Crowder, Brad Stevens aveva vaticinato un risultato fattibile, se non altro pensando all'occasione persa all'andata, dopo due supplementari. Il segnale del potenziale equilibrio tecnico, se non altro perché in fondo anche se su livelli diversi di costrutto e titoli, le due squadre hanno la loro virtù nelle leggerezza dell'essere.

Finire con 9 sconfitte è adesso più complicato, ai Warriors restano 6 gare di cui le prossime 3  (Portland, Minnesota e San Antonio) e l'ultima sempre in casa e in mezzo due trasferte il 9-10 aprile a Memphis e San Antonio, quindi  saranno cruciali le due partite con  la formazione di Popovich che in fatto di difesa a sua volta non è inferiore a chicchessia. Ma soprattutto lo spirito dopo questo brusco stop sarà ben diverso e una lucidità   che stava affievolendosi, come s'era capito nella gara precedente, del 30 marzo, a Salt Lake City, vinta nell'overtime dopo un lungo inseguimento.

Si è sentita nella squadra di Kerr la mancanza di due giocatori fondamentali infortunati, Andre Iguodala, MVP della finale con Cleveland ,e Festus Ezeli il cambio del centro. La difesa felina, eredità di una grande scuola, ha determinato le 22 palle perse e impedito il pick and roll, i tagli a canestro la creatività: da qui solo 10 su 13 tiri liberi contro i 19 su 30 di Boston.

Alla fine Curry è riuscito ad aggiustare la mira (8 triple su 14), non altrettanto Klay Thompson (2/6, 15 punti, sotto il suo standard). Perdere segnando 20 triple significa che il problema non è il tiro, ma la lucidità nel leggere la difesa brava, come s'era già avvertito nella sconfitta precedente con San Antonio. Un tallone d'Achille critico nel caso dei tipici - e tattici -  match da playoff, come quello di venerdì notte.

In  ogni caso, la sconfitta non cancella i record già alle spalle, come le 24 vittorie iniziali e le 54 consecutive in casa, mentre la striscia stagionale si è fermata a 36 e il record è degli Spurs (38) che hanno battuto il Bulls (37/0) della stagione record (72-10 '95-96). Oltre alla sequenza-record di triple di Curry e a quello dei tutti esauriti al loro passaggio, perché questa squadra porta spettacolo e gioia e non polemiche penose.

A proposito di polemiche: Cleveland, la squadra da battere come proclama l'allenatore ad interim Tyronn Lue, per poco non ci lascia a sua volta le penne in casa contro Atlanta, la vincitrice dell'East Conference dell'anno passato. Fortuna che il coach superbino stavolta non ha pensato di far riposare  LeBron che giocando al suo livello, con 29 punti ha superato Oscar Robertson (26.710 punti) nella classifica dei marcatori. In questa stagione King James aveva già sorpassato Dominique Wilkins, Jerry West, Reggie Miller, Alex English, Kevin Garnett, Paul Pierce, John Havlicek e Tim Duncan, adesso è salito al'11° posto, a 33 anni può arrivare alla cima. Anche se quest'anno il suo tiro da 3 funziona poco, con gli Hawks ha collezionato il suo decimo 1/5 stagionale e non arriva al 30% (29,2) con 1,1 triple su 3,8 tentate contro le 1,4/4,0 della scorsa stagione.

Sentenza definitiva di esclusione dei playoff anche per i Kings di Belinelli, attualmente fermo per un problema al piede. Con Cousins sospeso un turno della NBA per aver raggiunto il tetto delle 16 espulsioni stagionali, Miami ha vinto alla Sleep Train Arena anche senza Dwayne Wade. Dolori al collo e alla schiena, strascico della durissima marcatura cui ha sottoposto Kobe Bryant, a ricordo dei soli 5 punti e della più brutta partita di Kobe nella sua ventennale carriera.

Dallas con la trottola portoricana Josè Barea, per la seconda sera capace di segnare più di 20 punti, ha battuto i Pistons fuori casa e passa dal 9° al 7° posto all'Ovest dove veleggiano  al 3° posto (44-3) Miami e Charlotte (miglior striscia del momento fra le 15, con 3/0 per l'ex cenerentola che ha incontrato il suo principe nel francese Nicolas Batum)

La sconfitta casalinga dei Pistons e la vittoria esterna di Washington a Phoenix compattano la classifica delle 4 pretendenti al 7-8° posto all'Est, la cui situazione è la seguente: 40/36 Detroit, 39/36 Indiana, 38/37 Chicago, 37/39 Washington. Pistons e Wizards hanno una partita in più, Pistons e Indiana in calando, le altre due in crescendo. Bella storia.

SKY TV -  Domenica 3 aprile Spurs-Raptors da San Antonio (diretta alle 2.30 SS 1HD ; differita 10.30  2HD e 16.15 3HD. Alle 21.30 Rockets-Thunder (SS 3HD), differita lunedì 4 aprile ore 14 e 23.15 SS 2HD, ore 18 SS 3HD). Giovedì 7 aprile ore 3.30 SS 2HD Mavericks-Rockets (differita lo stesso giorno ore 14 SS 2 HD, ore 18 e 23 SS 3HD). Venerdì 8 aprile ore 4.30  SS 2HD Warriors-Spurs (differita ore 14 2HD, ore 17 e 22.45 3 HD). Domenica 10 aprile ore 2.30n SS 2HD Bulls-Cavaliers (differita ore 10.30 2HD, ore 19.30 3HD).

RISULTATI venerdì 1 aprile - CHARLOTTE-Filadelfia 100-91 (27 K.Walker 11r 4a, 19 N.Batum 7; 17 J.Grant, 16 C.Landry); Detroit-DALLAS 89-98 (31 Marc.Morris 12r 4a, 12 A.Drummond 5/15 tl2/10 17r; 29 J.Barea 2/5 a3, 19 D.Nowitzki 8/18 5r); NEW YORK-Brooklyn 105-91 (18 L.Galloway 6r 7a, 13 C.Anthony 6/15 1/3 a3; 17 S.Kilpatrick 1/8 a3, 16 B.Lopez 8r, 14 T.Robinson 13r 7a); TORONTO-Memphis 99-95 (27 D.DeRozan tl10/11 , 22 K.Lowry 4/10 da3, 11 J.Valanciunas 14r 7st; 16 Z.Randoph 4r); MILWAUKEE-Orlando 113-110 (26 J.Parker 12/14 7r, 18 G.Antetokounmpo 5/13 tl8/11 11r 11a 3st, 18 G.Monroe 6r; 22 N.Vucevic 10/13, 18 V.Oladipo 5a 5re); CLEVELAND-Atlanta 110-108 dts (29 L.James 12/26 1/5 da3 16r 9a, 20 K.Irving 5/22 2/7 da3 tl8/10 6r 7a, 9 T.Thompson 14r; 29 P.Millsap 2/4 a3 12r, 28 J.Teague 9a, 14 A.Horford 9r);  Phoenix-WASHINGTON 99-106 (24 M.Teletovic 2/7 da3 12r, 18 PJ Tucker; 22 J.Wall 8r 10a, 21 Mark.Morris 9r, 11 M.Gortat 11r); UTAH-Minnesota 98-85 (22 G.Hayward 1/5 da3 18 T.Lyles, 10 R.Gobert 14r; 24 A.Wiggins, 17 KA Towns 11r); Sacramento-MIAMI 106-112 (21 Se.Curry, 20 R.Gay 13r, 5 R.Rondo 10a; 30 G.Green 5/9 da3, 18 G.Dragic, 6 H.Whiteside 13r 3st); Golden State-BOSTON 106-109 (29 St.Curry 9/19 8/14 tl3/3 5r 6a 9pe, 15 K.Thompson 2/6 da3, 16 Dr.Green 3/8 da3 9r 7a; 22 I.Thomas 1/5 da3 6a, 20 J.Sullinger 12r).

A cura di ENRICO CAMPANA

ARTICOLI CORRELATI:

Sollievo Utah Jazz: Gobert e Mitchell negativi al tampone
Sollievo Utah Jazz: Gobert e Mitchell negativi al tampone
NBA, Cuban:
NBA, Cuban: "Lo sport è quello di cui abbiamo bisogno"
NBA, nuova ipotesi sul ritorno in campo
NBA, nuova ipotesi sul ritorno in campo
 
Le foto di Bianca Gascoigne
Diletta Leotta colpisce ancora
Cecilia Rodriguez, bellezza argentina
Federica Nargi bella e sensuale