"Money can't buy life". I soldi non comprano la vita, questa la frase rivolta al figlio Ziggy da Bob Marley prima di spegnersi in un ospedale di Miami a soli 36 anni per un cancro. Era l'11 maggio 1981, sono passati trent'anni da quel giorno, ma il ricordo del mitico cantante è ancora vivo in Francesco Mancini, già portiere di Napoli e Foggia e grandissimo collezionista di cimeli del giamaicano, che lo ricorda ai microfoni di Sportal.it: "La mia passione nacque che ero giovanissimo. Avevo tredici anni e mi rimase impressa un'immagine vista al telegiornale di Marley che cantava sul palco di San Siro (era il 27 giugno del 1980). Mi colpì quel ragazzo visto alla tv con quei capelli così particolari. Da quel momento ho iniziato ad appassionarmi: non avevo soldi per comprare dischi e mi accontentavo di ascoltare la sua musica alla radio. Non mi staccavo un attimo dall'apparecchio. Poi, sono cresciuto, sono arrivati i primi stipendi e ho cominciato a comprare del materiale. Bob ci lasciò a nemmeno un anno dall'inizio della mia passione, ma dal momento della sua morte iniziò un grande mercato di musica reagge. Così oggi mi ritrovo con innumerevoli cimeli".
"Uno come lui non nascerà più - afferma l'attuale preparatore dei portieri del Foggia -. I tempi sono cambiati e un'icona del genere non può più esistere, quel tipo di musica ora non esiste quasi più, esiste solo il business, non i suoi messaggi di pace".
Ma non era la musica l'unica passione del compositore: c'era l'amato calcio. Quell'amato calcio che, stando a quanto racconta la leggenda, gli tolse la vita. "Stando a quello che ho letto in diversi libri, Marley ebbe uno scontro di gioco in una partita di calcio di routine organizzata durante il suo tour che gli causò un'unghia incarnita, quella che poi andando in cancrena causò la sua morte. Quel che è certo è che Bob amava il pallone, amava lo sport. Era un grandissimo atleta e, d'altronde, come poteva non essere allenato viste le acrobazie che faceva durante i suoi concerti? Non aveva un ruolo, amava giocare".
"Se mi fossi trovato sul dischetto degli undici metri il mio mito? Sicuramente l'avrei fatto segnare, e non solo...". |