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06 settembre 2010
Menezes sfronda gli "italiani"

Ha decisamente un occhio di riguardo per i suoi gioielli, autentica colonia del calcio italiano, il nuovo ct della nazionale brasiliana Mano Menezes, che inquadra la sua avventura alla guida della Seleçao dalle colonne della "Gazzetta dello Sport": "Il mio calcio è la somma di due parole: attacco ed equilibrio. Il modulo che prediligo è il 4-2-3-1. Quello che, in corsa, si può modificare più facilmente. Se è possibile che Allegri riesca a far convivere Pato, Robinho, Ronaldinho e Ibrahimovic? Mah. Devo essere onesto? Il calcio ha la forza di sorprendere, ma penso che sarà difficile far giocare questi quattro campioni e tenere in equilibrio la squadra" mette il naso in casa Milan il successore di Dunga.

"Perché, parliamoci chiaro, Ibra e Pato sono attaccanti, giusto? Ronaldinho era un centrocampista. Era. Ora è un attaccante. E Robinho uguale. Seguirò con curiosità il Milan. Quattro attaccanti puri insieme. Ho dei dubbi. Ronaldinho in nazionale? Io lavoro pensando al Mondiale 2014. Dinho non è vecchio. Non è fuori età per il Mondiale in Brasile. Però.... Le qualità di Dinho sono fuori discussione. L'ultima sua stagione nel Milan è stata buona, ma le due-tre precedenti sono state negative. Io cerco continuità. Se Dinho torna, per un lungo periodo, a essere quello che ha fatto innamorare tutti noi lo chiamerò".

"Se questo può essere l'anno dell'esplosione definitiva di Pato? Lo confesso, quando l'ho visto di persona sono rimasto a bocca aperta. E’ più robusto e più alto di quello che avevo immaginato guardandolo in tv. Ha iniziato un percorso che lo porterà a essere una prima punta. Chi mi ricorda? Direi che oggi è un po' meno Careca e un po' più Ronaldo. La situazione di Felipe Melo? Il discorso è diverso. Un ct ha bisogno di fidarsi degli atleti. Chi un giorno gioca da 10 e il giorno dopo fa disastri è pericoloso. Convocherò calciatori che garantiscono equilibrio" sembra invece bocciare lo juventino l’allenatore verdeoro. 

"I giovani? Neymar ha grandi numeri. Il Chelsea lo voleva ma sono contento che, per ora sia rimasto in Brasile. Deve continuare a crescere. Come Ganso. Coutinho? Ha talento e buona testa. Mi ha colpito la sua voglia di mettersi in mostra. Nelle partitelle lo vedo sbucare da tutte le parti. Atteggiamento tipico di chi è ancora 'ragazzo'. Ma crescerà. L'Inter ha in mano un progetto importante".


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