Lieve malore per il senior coach dell'Umana Reyer Tonino Zorzi che in questi giorni è stato ricoverato in ospedale a Mestre per accertamenti. Considerato il suo temperamento, il paron” starebbe spingendo per tornare al più presto in campo ma i medici e la società Reyer preferiscono che si sottoponga a tutte le verifiche del caso. Dall'ospedale il coach non perde comunque occasione per farsi aggiornare sull’andamento della preparazione in vista della partita di domenica alle 12.00 contro Reggio Emilia e manda a tutti un messaggio per questa delicata sfida che vedrà gli orogranata contrapposti ad una delle formazioni più in forma del campionato. “Mi auguro che nonostante l’orario inconsueto e nonostante la diretta Tv siano comunque come al solito numerosi gli appassionati che saranno presenti al Palasport per sostenere i ragazzi – dice Zorzi direttamente dalla struttura sanitaria che lo ospita - io sto abbastanza bene ma ancora non so quando sarò dimesso. Fosse per me tornerei subito in palestra e spero che questo possa avvenire il prima possibile”. Il settantaquattrenne, decano dei coach italiani con oltre 1000 presenze in panchina nei campionati di serie A1 o A2 e numerosissime esperienze in ambito europeo, dovrà però avere prima l’ok dei medici e non è escluso che gli venga anche prescritto un periodo di riposo. “Ho fatto un ceck up completo – spiega - d’altronde sono cose che fa anche chi ha molti meno dei miei anni. I medici comunque hanno detto che sembra essere tutto a posto. Cuore e pressione sono perfetti devo solo mettere un po’ di “olio nel motore”. Nonostante questo non ho mai perso i contatti con Mazzon e Billio e ne ho approfittato per studiare al pc un po’ di partite. Grazie alla tecnologia oggi si può far tutto, anche dall’ospedale. Teoricamente dovrei uscire nei prossimi giorni ma per domenica non so se riuscirò ad essere in panchina. Se così non fosse mi dispiacerebbe perché in vita mia non ho mai perso una partita. Ci tengo comunque a ringraziare tutto il personale medico che mi sta seguendo in questi giorni perché ho avuto un’ assistenza tale da farmi sentire come se fossi a casa”.
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