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09 luglio 2006
E' il Mondiale di Grosso

  • Lippi: "Grazie ai giocatori.."
  • "...il destino dà, il destino toglie..."
  • La rivincita di Cannavaro
  • Buffon: "Mi sembra il Moretti"
  • Gattuso: "Squadra operaia"
  • Pirlo: "Devo ancora svegliarmi"
  • Toni: "Chi l'avrebbe detto"
  • Grosso: "Da non crederci"
  • Zambrotta: "Una rivincita per tutti"
  • Perrotta: "Una felicità immensa"
  • Il dubbio di Totti
  • Del Piero: "Troia è conquistata"
  • Anche Nesta si sente campione
  • Camoranesi: "Sono orgoglioso"
  • Iaquinta: "Dedicato a mia nonna"
  • Amelia: "Che esperienza"
  • Inzaghi: "Mancava la consacrazione"

  • Domenech fa la vittima
  • Diarra: "Nulla da rimproverarci"
  • Henry: "Durissima perdere così"
  • Trezeguet non scappa
  • Gallas: "Siamo stati migliori"
  • Vieira: "Peggio di così…"

  • Napolitano: "Una gioia inquantificabile"
  • Prodi: "Tutto in un palo"
  • Petrucci: "Meglio di così..."
  • Melandri: "Squadra cresciuta tantissimo"
  • Rossi e il futuro di Lippi
  • Riva: "Mai visto un gruppo così"
  • Beckenbauer: "Zidane provocato"
  • Zizou espulso senza tv
  • Scoppia il caso Blatter
  • Il tabellino del match

    Senza appelli, Italia e Francia si giocano il Mondiale nella splendida e storica cornice dell'Olympiastadion di Berlino, quello dei Giochi del '36, di Owens e Hitler, alle 20 di una domenica dal clima surreale, almeno nel Belpaese, silenzio e grande attesa la fanno da padroni sin dalla mattina, al calcio d'inizio dell'argentino Elizondo non vola una mosca per le strade, ma le piazze sono gremite dalle decine di migliaia di tifosi che hanno scelto di seguire il match fianco a fianco davanti ai maxischermi allestiti in ogni città.

    Sorprese al via non ce ne sono, Lippi conferma l'undici cresciuto in maniera esponenziale nei playoff dopo una prima fase che aveva lasciato qualche dubbio, giocano gli stessi di Dortmund contro la Germania, Toni unica punta supportata da Totti, in mezzo Pirlo e Gattuso con Camoranesi e Perrotta a fare il pendolo fra il centrocampo e il reparto avanzato, Domenech risponde con un 4-2-3-1 che di fatto è speculare al 4-4-1-1 "camuffato" azzurro, dietro Henry c'è Zidane, al passo d'addio di una grande carriera, al fianco di Zizou i rampanti Ribery e Malouda.

    Per l'Italia è la sesta finale iridata, tre i trionfi, l'ultimo a Spagna '82, due le sconfitte, sempre col Brasile, nel '70 e nel' 94, ma la squadra transalpina, campione in casa otto anni fa, evoca tristi ricordi, il quarto di finale perso nel '98 ai rigori e l'incredibile beffa dell'Europeo 2000 a Rotterdam col golden gol di Trezeguet.

    Un passato che torna a incombere dopo pochi minuti, giusto il tempo di un duro contrasto di Cannavaro con Henry, un colpo di testa da fuori di Toni, facile per Barthez, e un'ammonizione per Zambrotta, brutta entrata su Vieira, e la Francia è già avanti. Materazzi al 6' affonda Malouda, penetrato in area dal lato destro di una retroguardia azzurra un po' sorpresa, almeno così giudica il fischietto sudamericano, parzialmente smentito dalle moviole, dal dischetto va Zidane, che sblocca il risultato al 7' superando Buffon con un irridente colpo sotto, che sbatte sulla parte inferiore della traversa e rimbalza oltre la linea bianca nonostante l'illusione dell'Italia calcistica.

    Resta la sensazione di un penalty generoso, ma non c'è tempo per recriminare, la squadra di Lippi prova a reagire subito, punizione dalla destra di Pirlo, Thuram chiude di testa in angolo, ma ancora Materazzi crea apprensione nell'area di Buffon, colpo di testa all'indietro, autogol sfiorato, intanto ammonito anche Sagnol. Altri corner per la Nazionale, che decisamente alza il suo baricentro e dalla bandierina al 19' arriva l'agognato pari, Pirlo pennella in mezzo, ma Materazzi ripete l'exploit contro la Repubblica Ceca, sale in cielo sovrastando il poco reattivo Vieira e incorna alle spalle di un impotente Barthez.

    Ritmo ora più compassato, sinistro di Malouda dal limite rimpallato da Gattuso in fallo laterale, poi punizione di Totti respinta dalla barriera, in mezzo un altro colpo d'ariete di Materazzi sugli sviluppi di un angolo, ma commettendo (sempre a detta di Elizondo) fallo. Fiammata azzurra dopo la mezzora, prima Toni ha un pallone d'oro su assist di Gattuso, Thuram chiude in corner anticipando il bomber della Fiorentina, che al 35' fa tremare (per la seconda volta nel suo Mondiale) la traversa su corner di Pirlo, Francia in crisi sulle palle alte e sui calci piazzati in particolare. Al 38' retropassaggio rischioso per Barthez, bravo a salvarsi di piede rinviando lungo sempre sull'arrivo del capocannoniere dell'ultima serie A. Al riposo però si resta 1-1.

    Si riparte, senza cambi, anche se si muove praticamente tutta la panchina azzurra, al 47' Henry semina il panico nella difesa di Lippi con una percussione dalla sinistra conclusa però con un debole piatto fra le mani di Buffon, un minuto dopo Grosso non trova il tempo per concludere a tu per tu con Barthez sul solito pericoloso corner italiano, altri 60" e Henry fa nuovamente paura, Zambrotta capisce tutto e spazza. Ma la nazionale di Domemech ha un piglio decisamente diverso a inizio secondo tempo, ancora Zambrotta ferma più con le cattive che con le buone Malouda (quasi più da rigore l'intervento dello juventino che quello di Materazzi nell'azione dell'1-0...), lo stesso Malouda serve un pallone invitante a Ribery, in ritardo di un niente, poi si fa male Vieira, rilevato da Diarra.

    Dopo un'ora cambia anche Lippi, escono Perrotta e Totti, spazio a Iaquinta e De Rossi, servono, è palese, forze fresche, sembra una mossa fortunata, perchè arriva il gol del potenziale 2-1, con una bella deviazione di testa di Toni su punizione dalla tre quarti, ma sia la punta azzurra che il nuovo entrato De Rossi, scattato col compagno sul cross, sono in offside, rete annullata. E sul primo errore forse di tutto il torneo di Cannavaro uno scatenato Henry tiene viva l'attenzione di Buffon. Si soffre, anche se l'undici transalpino tiene bene palla e riparte con costrutto ma fatica ad arrivare alla conclusione con continuità.

    Bravo Buffon in uscita su una punizione di Zidane in stile Brasile. Toni al 72' prova la girata, ma controlla con un braccio e alla terna non sfugge. Pericolosa a un quarto d'ora dalla fine una punizione dalla distanza di Pirlo. Momenti di apprensone per Zidane all'80, Zizou cade male dopo un contrasto aereo con Cannavaro, brutta botta al gomito, ma riesce a continuare nel tripudio dell'Olympiastadion. Meno di dieci alla fine, ennesima discesa di Henry, Materazzi in corner, stessa scena curiosamente 60" dopo mentre esce Camoranesi ed entra Del Piero.

    Supplementari vicini, Pirlo prova ad innescare Iaquinta in campo aperto con un lancio di 40 metri appena lungo, Ribery ed Abidal sono gli ultimi a tentare di farsi vedere nella trequarti azzurra, ma nulla da fare. Non bastano 90' a Italia e Francia per alzare la Coppa, a Berlino si va all'overtime.

    Primo supplementare con le squadre più stanche che attente a non scoprirsi, inevitabile che gli spunti di cronaca siano ridotti al lumicino, salvo un brivido lungo qualche secondo su una "puntata" rasoterra di Ribery che salta Cannavaro, Buffon non ci arriva, sfera larga di un palmo, e al 100' il talento transalpino lascia il campo per Trezeguet, meglio non pensare al passato. Ci mette una pezza Buffon su incornata di Zidane, solo in area su centro di Sagnol, gran parata del portiere azzurro, Italia ancora viva.

    Altri 15', con lo spettro dei rigori che inizia ad aleggiare su Berlino. Esce Henry, ma entra Wiltord, se questo non è terrorismo psicologico.... Follia di Zidane al minuto 108, testata nel petto a Materazzi, Elizondo non vede, i suoi collaboratori sì, arriva il rosso per Zizou, che non poteva chiudere peggio la carriera, essendo tra l'altro più che recidivo, l'Italia finisce con l'uomo in più.

    Ultimi minuti palpitanti, schemi del tutto saltati, si va avanti quasi per inerzia, Wiltord scivola al momento del tiro a 120" dagli undici metri, c'era Trezeguet solo al centro dell'area, meglio così. E si decide dal dischetto.

    C'è da vendicare la sconfitta negli States col Brasile, partono gli Azzurri, con Pirlo, che non sbaglia, 2-1 Italia. Replica affidata a Wiltord, che spiazza Buffon, 2-2, Materazzi per suggellare un gran Mondiale, esecuzione impeccabile e nuovo vantaggio azzurro. Tocca a Trezeguet, non proprio infallibile, traversa, la palla stavolta rimbalza prima della linea, De Rossi per allungare ulteriormente, altro rigore perfetto, trionfo più vicino, Abidal per tenere in corsa la Francia, che è ancora viva, Del Piero per il quarto rigore italiano, gol e primo match point sul penalty di Sagnol, che realizza, è tutto nei piedi di Fabio Grosso, inutile fare commenti, ma è il suo Mondiale e l'Italia è campione del mondo.