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"Per quanto ho visto in questi primi mesi, Felipe Melo è un leader. Non ho motivo di lamentarmi, anzi. E che Felipe scherzi nello spogliatoio mi sta benissimo". Difende a spada tratta il centrocampista brasiliano, bersaglio delle critiche tanto in Italia quanto in patria (di fatto il neo ct della Seleçao, Menezes, lo ha tagliato fuori dal giro della nazionale, assicurando che intende puntare su giocatori che garantiscano continuità e non una partita da 10 in pagella ogni dieci match) dopo un Mondiale da montagne russe, fra buone prestazioni, cartellini di vario colore rimediati ed errori esiziali, il tecnico della Juventus Gigi Del Neri.
Il mister bianconero, dalle colonne di "Tuttosport", inquadra così la corsa scudetto, che riparte dalla seconda giornata di campionato, in cui Del Piero e compagni cercheranno, in casa con la Sampdoria nel posticipo di domenica sera, di cancellare la partenza falsa con la sconfitta di Bari, al cospetto di una rivale rilanciatasi invece all'esordio nel torneo (2-0 in casa alla Lazio) dopo la bruciante eliminazione nel preliminare di Champions League coi tedeschi del Werder Brema: "Chi è la favorita per il titolo? L'Inter, che deve solo riprendersi dall'abbuffata di vittorie. Il Milan? Ha puntato sui grandi campioni, come la Juve un anno fa. Comunque, chi critica il nostro mercato sbaglia, sono arrivati tutti nazionali, altri erano già in rosa" difende la strategia elaborata da Marotta e dai suoi collaboratori in estate il successore di Zaccheroni alla guida della squadra torinese.
Rassicurazioni sulle condizioni di Alberto Aquilani, possibile novità dal primo minuto nell'undici anti-blucerchiati: "Sta bene, ma una cosa sono gli allenamenti, sempre controllati, e un'altra la partita dove non controlli proprio nulla".
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