Warriors ko, Westbrook meglio di Curry

L’aver messo fuori gli Spurs con due vittorie a San Antonio ha dato ai Thunder la caratura giusta e la grinta necessaria per vincere sul campo dei Warriors. La quarta finale di conference all’Ovest è cominciata nel migliore dei modi  per credere nel primo titolo, ed è un  momento di notorietà meritato per Billy Donovan, tutti vogliono stringere la mano col coach arrivato dalla NCAA, in ballottaggio con Ettore Messina per questa  panchina diventata importante con l’arrivo di Kevin Durant e Russell Westbrook che valgono ala pesa una media di 51,9 punti. 
 
I Warriors non sono in un gran momento, e l’hanno confermato facendosi rimontare e senza killer-instinct nel finale.  Il generosissimo  e spremuto Stephen Curry  è riuscito a fare il suo  record di rimbalzi (10) ma si porta dietro i problemi al ginocchio e la caviglia,  Andrew Bogut era in dubbio per uno stiramento dl quadricipite e ha sofferto il duello oceanico col sorprendente Steve Adams. Il gigante neozelandese sta diventando l’ago della bilancia della formazione con le sue doppie-doppie e messo  a nudo il lato debole dei campioni, battuti a rimbalzo (52-44)  come nelle tre gare di regular season (totale 158-118).
 
Quando stava mettendosi male per i Thunder, Russell Westbrook che aveva cominciato con 9 errori al tiro  ha  avuto l’effetto di una scossa elettrica segnando 19 punti nel terzo quarto. Sotto di 14 punti a metà gara, i Thunder hanno capito che  l’avversario non era brillante e nervoso e poteva essere la serata giusta:  sono stati premiati. I Warriors hanno ceduto psicologicamente , lo provano i 42 punti nella seconda parte della gara e i 14 soltanto nell’ultimo quarto, il calo di sicurezza nelle triple  di Klay Thompson (3/8 e un reverse importate sotto canestro nel finale). E soprattutto la mancanza dei guizzi imprevedibili di Curry, come quello del canestro da 3 sulla sirena del primo tempo del 60/47. Il famoso Magic-Moment di Curry   come un numero da circo finale regalato nei quarti tempi o negli overtime, stavolta è mancato, e i punteggio inverosimile del suo team dell’ultima frazione si spiega con le cifre più uniche che rare del MP della stagione  nel sofferto recital negativo che si condensa in 3 punti, 1/6 al tiro di cui 1/4 da 3 e nessun tiro libero. 
 
Tuttavia coach Kerr ha qualcosa da dire, a scusante, su questo finale rovinoso, in particolare s’è lamentato con gli arbitri per l’infrazione di passi di Westbrook che il video ha confermato in pieno. Sul 102-105 a 17″05 stretto a metà campo da Thompson si arresta in alleggio e poi scivola di mezzo metro inavvertitamente chiedendo time out, sollecitato e anche distratto dal suo coach . Per Kerr era palla persa, dopo il time out  Wesbrook ha segnato un libero  e non c’è stata più la necessaria lucidità per rovesciare e sorti: “Abbiamo perso l’equilibrio e questo ha provocato tiri affrettati”.
 
“Abbiamo dimostrato di essere competitivi, siamo preparati a una serie dura. Loro hanno grandi giocatori ma a nostra volta siamo una grande squadra se mentalmente preparati, non abbiamo certo giocato la nostra migliore partita ma abbiamo vinto”, ha detto Westbrook  che ha tirato col 30 per cento (come Durant) ma segnato 27 punti con 11/14 nei liberi più 12 assist sui 22 della squadra, 6 rimbalzi e ben 7 recuperi sui 12 di squadra,  cifra eccezionale quando hai di fronte una squadra da record. 
 
Durant (26 punti con 30 tiri) ha segnato un canestro decisivo a 30″, in precedenza  due liberi d’oro per Adams all’inizio dell’ultimo minuto.  Insomma, i Thunder hanno vinto con quelli che sono i canestri dell’epopea dei Warriors. Curry senza gioia ha superato il record di Reggie Miller con 45 partite di playoff con almeno un canestro da 3, Durant lontano dalla media spaziale di 36,3 punti, 12 rimbalzi e 6,3 assist  (media tenuta solo da Jabbar e Chamberlain)  nelle 3 gare di regular season contro i rivali.  
 
Nella sfida fra i migliori attacchi della NBA e le migliori coppie (52,21 punti per gli Splash Brothers contro 51,9 della premiata ditta),  leggermente meglio i Warriors  nel tiro totale (44 contro 43,8) ma non nel tiro da 3 (11/30 per il 36%) dove Oklahoma ha selezionato i tiri  (8/17 per il 47%) quando un tempo a volte prendeva a sparacchiare. Oltre ai rimbalzi (44-52)  i Thunder hanno aperto squarci nella difesa avversaria coi tagli e i giochi per i lunghi, Adams, Ibaka e Kanter,  e le percussioni di Westbrook. Da qui 32 liberi (14 del  suo play!) contro i 17 degli sconfitti. Donovan ha vinto con soli 8 giocatori, come nelle partite di college, con 21 punti, solo 16 per quella  più attrezzata dei Warriors dalla quale è uscito con molto onore il solito Iguodala. 
 
Ufficiale il premio a Karl-Anthony Towns (Minnesota) miglior matricola dell’anno, anche lui come Curry con voto plebiscitario (650 punti) dei 130 giornalisti, al 2°  e 3° posto per la prima vta due europei, Kristaps Porzingis  dei Knicks (363, Lituania) e Nikola Jokic dei Nuggets (59, Serbia). Votati anche Kevin Booker (49) e Jahlil Okafor (34).  In precedenza anche Ralph Samspon (Rockets), David Robinson (Surs), Blake Griffin (Clippers) e Damien Lillard (Portland) avevano vinto a pieni voti. Minnesota ha vinto due anni di seguito il trofeo Gottlieb con Wiggins e Towns (n.1 del draft) eguagliando il record dei Buffalo Braves con Bob McAdoo e Ernie Di Gregorio. Towns, il primo centro preamiato dai tempi di Tim Duncan, ha donato l’auto vinta alla Società della Leucemia e Linfoma di Minneapolis in ricordo di Flip Saunders il coach morto poco tempo dopo aver scelto il centro di  Kentucky come n.1 dell’ultimo draft. “Lui e la moglie sono stati per me come una seconda famiglia”, questa la dedica del ragazzo del New Jersey destinato  un grande futuro col suo bagaglio tecnico quasi perfetto.
 
Per quanto riguarda il mercato degli allenatori, Indiana ha annunciato Nate McMillan, assistente di Frank Vogel che Larry Bird ha scaricato dopo 6 anni e in corsa per Orlando e New York. Portland ha rinnovato il contratto per altri 4 anni a Terry Stotts che guadagnerà 5 milioni per stagione. L’ex Kenny Smith (oggi analista Tv) ha detto no alla panchina dei Rockets dove uno dei candidati è Mike D’Antoni, mentre  Ettore Messina è in corsa per Memphis e Orlando ma soprattutto sulle spine aspettando in queste ore di sapere se Gregg Popovich resta o si concentra sul ruolo di presidente. Già al lavoro coi Nets Kenny Atkhinson ex assistente di Atlanta. Confermati Book Lopez e Taddeus Young, per il play Mike Conley che piace anche agli Spurs e lo spagolo Sergio Rodriguez.
 
PLAYOFF FINALI CONFERENCES – Ovest: G1: Golden State-OKLAHOMA 102-108 (0/1; 27-21, 33-26; 28-38, 14-23; 26 S.Curry 9/22 6/14 da3 tl2/2 10r 7a 3re 7pe, 25 K.Thompson 11/25 3/8 da3  9r 4a, 23 Dra.Green 9/20 0/4 da3 tl5/9 5r 4a; 27 R.Westbrook 7/21 2/4 da3 tl11/14 6r 12 a 7re 3pe, 26 K.Durant 10/30 1/4 da3 tl5/7 10r 3a 3re 5pe, 16 S.Adams 5/8 tl6/9 12r +19 val, 11 S.Ibaka 5/11 1/3 da3 11r, 10 D.Waiters 4/6 2/2 da3, 8 Kanter 4/8 4/8 6r)
 
STANOTTE –  Martedì 17 maggio: G1 Cleveland-Raptors.
 
LA SITUAZIONE – Est: CAVALIERS-Hawks 4/0 (104-93, 123-98, 121-108, 100-99), RAPTORS-Heat 4/3 (96-102 OT; 96-92 OT; 95-91; 94-87 OT; 99-91; 91-103; 116-89) . Ovest- Semifinali:  WARRIORS-Portland 4/1 (118-106; 110-99; 108-120; 132-125 OT; 125-121); SPURS-Thunder 2/4 (124-92, 97-98; 100-96, 97-111; 91-95; 99-113). Finale: Warriors-THUNDER 102-108.
 
SKY SPORT TV – Martedì 17 maggio differita G1 Warriors-Thunder ore 18 SS 3HD, ore 23 2HD; Mercoledì 18 ore 2.30  (2 HD) diretta G1  Cavaliers-Raptors, dfferita ore 18 e 22.45 (2 HD); Giovedì  19 maggio ore 3 (2 HD) diretta G2 Warriors-Thunder, differita ore 19.30 (2 HD) e 23 (3 HD); Venerdì 20 maggio ore 2.30 G2 Cavaliers-Raptors, differita ore 14 e 22.45 SS 2 HD.
 
A cura di ENRICO CAMPANA

Articoli correlati