Zebre Rugby, chiesto il concordato

Svolta per la franchigia parmigiana: scongiurata la messa in liquidazione, via al piano da sottoporre ai creditori sotto l'egida del Tribunale.

Zebre Rugby

Le Zebre rivedono luce. Dopo tre sedute a vuoto del Cda, a causa della mancanza del numero legale dei rappresentanti, la giornata di martedì 28 marzo è stata quella giusta per far intravedere a dipendenti e tifosi uno spiraglio nella difficile situazione economica della franchigia parmigiana iscritta al Pro12.

Oltre ad aver deliberato la sostituzione del presidente dimissionario Stefano Pagliarini con Cosetta Falavigna, che rimarrà in carica fino al 2018, il Consiglio, riunitosi presso la Cittadella del Rugby, ha deciso per il proseguimento dell’attività sportiva e per il mantenimento della presenza della franchigia a Parma, scegliendo di depositare al Tribunale di Parma un ricorso per 'concordato in bianco'.

Nei fatti, tale opzione sospende l’obbligo di ricapitalizzazione e scongiura l’ipotesi della liquidazione, permettendo a un’impresa in stato di difficoltà finanziaria di mantenere la continuità aziendale attraverso la formulazione di un piano da sottoporre ai propri creditori. Il tutto avverrà sotto lo sguardo attento del Tribunale, cui dovranno essere consegnati i bilanci degli ultimi tre esercizi.

Tale procedura dovrà avvenire entro 120 giorni, prorogabili a 180 per motivi giustificati, durante i quali lo stesso Tribunale riceverà gli “obblighi di informazione periodici” mediante i quali la società presenterà i progressi fatti nel piano di risanamento.

Ossigeno puro, quindi, per le Zebre, dato che durante questo lasso di tempo i creditori non potranno avviare azioni nei confronti del debitore.

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