Come scegliere il miglior cardiofrequenzimetro

L'avvento della tecnologia ha cambiato in modo radicale la vita quotidiana, rendendo qualunque attività decisamente più comoda, più pratica ed esponenzialmente più efficiente. Questo sviluppo della tecnologia, ad oggi, riguarda davvero qualunque ambito della vita di ciascun individuo. Anche la vita degli sportivi, infatti, è stata nettamente migliorata dall'avvento di nuove e semplicissime tecnologie capaci di aiutare a migliorare e, di conseguenza, perfezionare le prestazioni atletiche di professionisti, ma anche di chi fa sport in modo amatoriale e addirittura di chi lo fa solo in modo occasionale e di rado. Tra le innumerevoli tecnologie applicate nell'ambito sportivo una molto utile e diffusa è il cardiofrequenzimetro.

Introduzione

Si tratta di un dispositivo molto piccolo e discreto, spesso e volentieri dal design dinamico e accattivante, suddiviso in due parti: una di esse, simile ad un orologio, va posta sul polso, l'altra è invece una fascia dotata di un secondo dispositivo elettronico che va posta sul petto. Entrambe le parti sono fondamentali per l'utilizzo riuscito ed efficace del cardiofrequenzimetro, è perciò indispensabile usarle sempre contemporaneamente. Per capire meglio di cosa si tratta e come funziona entriamo ora nel dettaglio di che cos'è un cardiofrequenzimetro, come si usa e perché scegliere d'impiegarlo durante i propri allenamenti.

Cos'è il cardiofrequenzimetro

Durante ogni sessione di allenamento è fondamentale stabilire un ritmo di esecuzione degli esercizi e, più in generale, delle proprie prestazioni atletiche. Ed è assolutamente importante che questo ritmo sia adeguato tanto al raggiungimento degli obbiettivi prefissati quanto allo stato fisico e di salute del soggetto. Questo vale anche e soprattutto per tutti quegli sport in cui il nostro corpo viene posto fortemente sotto sforzo e in cui viene ampiamente stimolata la sua resistenza come, ad esempio, la corsa, il ciclismo, il fitness e il nuoto (per cui esistono appositi cardiofrequenzimetri). Sia che ci si alleni per una preparazione atletica professionale e intensiva, sia che lo si faccia per svago e per il piacere di restare in forma è sempre fondamentale capire come strutturare degli allenamenti adeguati. La domanda fondamentale che tutti coloro che praticano questo genere di sport dovrebbero farsi è: a quale intensità devo allenarmi al fine di ottenere buoni risultati senza stressare e mettere a rischio il mio corpo? Per rispondere esaurientemente a questa domanda è davvero utile l'utilizzo di un cardiofrequenzimetro, in quanto si tratta di uno strumento ottimale per effettuare una valutazione completa e oggettiva delle prestazioni atletiche e dello stato fisico di chi si allena.
Il cardiofrequenzimetro è uno strumento che ci permette un monitoraggio preciso e costante della frequenza cardiaca durante tutto il tempo in cui ci alleniamo. La frequenza dei battiti, dovuti alle pulsazioni cardiache, è un indicatore di cruciale importanza per comprendere la reazione del nostro organismo sotto sforzo e, di conseguenza, per sapere se l'allenamento che stiamo affrontando è troppo duro e, eventualmente, rischioso per la nostra salute, oppure troppo lieve e quindi inefficace, o se si tratta invece di un tipo di allenamento equilibrato e, quindi, capace di apportare benefici e risultati ottimali al nostro corpo.

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Come abbiamo detto, il cardiofrequenzimetro, è generalmente composto da una sorta di orologio da polso e da una fascia da indossare sulla zona toracica. Il primo oggetto, da apporre sul polso, è dotato di un display solitamente sufficientemente ampio in modo da poter subito rilevare a colpo d'occhio la frequenza dei battiti anche durante un allenamento intenso. I migliori cardiofrequenzimetri sono poi dotati di schermi che offrono la possibilità di essere illuminati in caso di poca luce e una carente visibilità. La fascia per il torace è invece dotata di un sensore capace di registrare e tradurre la frequenza cardiaca in dati prontamente inviati al dispositivo da polso con un collegamento tramite un sistema wireless. Tal volta è possibile reperire sul mercato cardiofrequenzimetri dotati di un unico dispositivo, da apporre esclusivamente sul torace o sul polso, si tratta di oggetti comunque equivalenti a quelli appena descritti ed è sola descrizione dell'acquirente scegliere quale modello preferire.
Qualunque cardiofrequenzimetro, anche quelli più basilari ed economici, sono generalmente dotati di un'applicazione che permette d'impostare le soglie di allenamento adeguate e performanti. Nella stessa applicazione è sempre presente un avviso acustico che segnala in modo immediato se tali soglie sono state superate, il che è molto utile e importante per avere una coscienza istantanea del proprio allenamento e regolarsi di conseguenza per non correre rischi e per essere più performanti. Quanto descritto fino ad ora è ciò che ci si può aspettare da un modello semplice ed economicamente accessibile. Questo genere di modelli sono consigliati per chi è alle prime armi e ha la necessità di iniziare ad imparare ad autogestirsi durante l'allenamento oltre che per chi ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie e vuole imparare a servirsi di un cardiofrequenzimetro a partire da una piattaforma di utilizzo semplice ed intuitiva.
I modelli più elaborati ed avanzati presentano invece molti più optional e tante altre applicazioni utili. Possono, ad esempio, essere dotati di un cronometro, effettuare il conteggio delle calorie bruciate durante l'allenamento, quantificare l'ossigeno consumato man mano e fungere anche da contapassi. Alcuni cardiofrequenzimetri sono addirittura forniti di una porta USB che permette di connetterli al proprio computer e salvare i dati registrati durante l'allenamento, in altri casi è in oltre possibile, invece, scaricare tali dati in modo diretto sul proprio smartphone: in questi casi, il più delle volte, sarà addirittura possibile visionare grafici e statistiche relative ai propri allenamenti. Come accennato inizialmente vi sono, poi, modelli specifici per i nuotatori dotati di prestazioni subacquee e quindi refrattari all'acqua.

In Italia la friggitrice senza olio non è ancora nota a tutti ma la sua diffusione sta prendendo piede in modo considerevole e progressivo. Di fatto, questa utilissima macchina da cucina è in commercio non da moltissimi anni, infatti nonostante sia nata nel 2000, ha conosciuto un vero e proprio boom di successo commerciale solo verso il 2012. A partire da quel momento in poi sta però avendo grande riscontro grazie ai suoi innumerevoli vantaggi e alle grandi e innovative possibilità di miglioramento che ha dimostrato di essere in grado di apportare nell’ambito del gusto e della buona alimentazione e, più in generale, nella qualità della vita di tutti coloro che la utilizzano.

Perché usare il cardiofrequenzimetro

Soprattutto i neofiti e chi pratica sport in modo del tutto occasionale e saltuario ha spesso un atteggiamento molto superficiale riguardo l'allenamento, la sua strutturazione e il monitoraggio. Questo comporta in primis gravi rischi per la salute, sia in tempi immediati che a lungo termine, ma è anche la ragione per cui il più delle volte chi è alle prime armi non ottiene i risultati sperati. Compromettere la propria salute con pessimi allenamenti è un rischio davvero inutile da correre, soprattutto ad oggi che la tecnologia offre un tipo di assistenza completa e costante oltre che di facile e accessibile fruizione. Tanto più con la consapevolezza che potrebbe trattarsi di problemi duraturi e molto seri, capaci di creare impedimenti motori e di condizionare sempre più la vita quotidiana e il benessere di tutto l'organismo. Anche il secondo tipo di problema causato da un atteggiamento troppo superficiale non è da sottovalutare. Un cattivo allenamento, anche se non particolarmente pericoloso in termini di salute, implica un'assenza di risultati se addirittura il peggioramento delle successive performance atletiche ed estetiche del proprio corpo. In oltre, da un punto di vista psicologico ed emotivo porta una forte sfiducia ed alimenta la svogliatezza, distanziando il soggetto dallo sport a causa della convinzione che si tratti di qualcosa d'inutile. Questo distanziamento provocherà una vita sempre più sedentaria, con tutti gli svantaggi fisici ed estetici che l'assenza di dinamicità comporta. Ma anche ai più esperti capita che, talvolta, ci si alleni avendo la sensazione di aver lavorato molto e bene o, viceversa, di non aver raggiunto uno sforzo sufficiente al raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Spesso, chi si allena da molto tempo e con coscienza, riesce a distinguere tra una sensazione soggettiva ed una sensazione oggettiva. Ma molte altre volte, anche gli atleti migliori, complici molti fattori come, ad esempio la stanchezza, la fretta, la tensione e lo stress, confondono le sensazioni soggettive con la reale performance sportiva realizzata. Il cardiofrequenzimetro è uno strumento scientifico di misurazione oggettiva, il che significa che in ogni allenamento sarà possibile avere un riscontro certo delle prestazioni del nostro corpo senza il rischio di farci influenzare da giudizi personali e inesatti. In oltre, non è sufficiente organizzare e valutare il proprio allenamento in base al ritmo tenuto al chilometro, come fanno molti, poiché così ci si riferisce esclusivamente ad un parametro di valutazione esterno (altresì detto “carico esterno”). Mentre una valutazione del carico interno, data da parametri riferiti proprio al battito cardiaco sotto sforzo, indica realmente come il nostro organismo è in grado di reagire agli stimoli imposti con l'allenamento. Affidarci ad un cardiofrequenzimetro, poi, invece che alle nostre intuizioni ci consentirà di sapere con certezza assoluta se stiamo incorrendo in qualche errore rispetto all'intensità del ritmo del nostro allenamento. Per tutte queste ragioni il cardiofrequenzimetro è uno strumento essenziale per chi è alle prime armi e deve ancora imparare a conoscere sé stesso, i suoi limiti e le sue possibilità in ambito sportivo, ma anche per chi è abituato ad allenarsi e lo fa in modo continuativo da molto tempo, allo scopo di allenarsi in modo corretto, efficiente e ragionato massimizzando i risultati e annullando i rischi.

Come si usa il cardiofrequenzimetro

A questo punto è certamente chiaro che il cardiofrequenzimetro si occupa della misurazione della frequenza dei battiti cardiaci, ma è importante sapere che si tratta di una misurazione relativa a tale frequenza in relazione al tempo di un minuto. Altrettanto importante è sottolineare che la fascia toracica va posizionata in modo che circondi la fascia bassa del petto, con il sensore in corrispondenza del cuore. Prima di posizionare sul proprio corpo il cardiofrequenzimetro e iniziare l'attività sportiva è necessario inumidire lievemente gli elettrodi del sensore e posizionarli in modo che aderiscano perfettamente all'epidermide. Il liquido per effettuare questa operazione, per ottenere un buon funzionamento del cardiofrequenzimetro, deve essere una soluzione salina allo scopo di agevolare la trasmissione elettromagnetica degli impulsi. Questa composizione salina può essere fatta da voi senza grandi difficoltà, sarà infatti sufficiente disciogliere il giusto quantitativo di sale in un po' d'acqua. In alternativa è ottimale liquido che si utilizza per le lenti a contatto o, per i men schizzinosi, è sufficiente inumidire gli elettrodi con un po' di saliva. Per quanto riguarda lo strumento da porre sul polso bisogna tenere presente che l'ideale è che si mantenga ad una distanza che non superi i 60 cm dal punto in cui si trovano gli elettrodi della fascia toracica. Una volta terminato l'utilizzo del cardiofrequenzimetro è importante asciugare bene e a fondo la fascia utilizzata sul petto, questo perché la trasmissione dei dati si genera nel momento in cui gli elettrodi percepiscono l'umidità e si fermerà solo nel momento in cui il sensore percepirà un asciutto totale e completo. Questa piccola accortezza ci permetterà di far durare più a lungo il nostro frequenzimetro ma anche, nell'immediato, di non rischiare di ritrovarsi con le batterie scariche poco prima del nuovo allenamento. Entrambi i dispositivi sono infatti dotati di batterie, con una capacità complessiva di autonomia di circa 2000 o 3000 ore di utilizzo. Non asciugarlo dopo l'uso significherebbe, quindi, far procedere la trasmissione dei dati a vuoto, usurandolo inutilmente e consumando le batterie senza utilizzarlo.

Come impostare il cardiofrequenzimetro

Veniamo ora alla parte più complessa dell'uso del cardiofrequenzimetro. Di primo acchito potrebbe sembrare molto difficile usare questo oggetto di misurazione cardiaca, non solo perché bisogna avere dimestichezza con la tecnologia ma anche perché è necessario avere una conoscenza di base del funzionamento del cuore. Il primo problema in realtà non sussiste: è certamente vero che il cardiofrequenzimetro è di fatto un piccolissimo computer, ma non funziona in modo radicalmente diverso da un contapassi o da un conta calorie o, per essere più pratici, da un qualunque orologio digitale con qualche funzione in più, come ad esempio il cronometro. Per questo sarà sufficiente, leggere le brevi istruzioni contenute in ogni confezione e fare un po' di pratica i primi giorni. Dopo di che, utilizzare un cardiofrequenzimetro non sarà più un segreto e vi verrà tanto facile quanto automatico e spontaneo.
Rispetto al secondo problema, invece, è effettivamente importante soffermarsi un po' di più. Non sarà necessario entrare nel merito degli aspetti fisiologici e medici del discorso ma è rilevante acquisire e informazioni di base rispetto al funzionamento cardiaco e al ritmo della frequenza dei battiti. Dopo di che sarà importante impostare il cardiofrequenzimetro secondo i dati rilevati in modo fedele e realistico per evitare scompensi ed errori di misurazione che renderebbero assolutamente vano l'utilizzo di questo strumento. Una volta ultimata tutta questa fase di reperimento e inserimento delle informazioni potremo iniziare ad usare il nostro cardiofrequenzimetro in modo agevole e ricavandone tutti i benefici già descritti in precedenza. Cerchiamo allora, nei prossimi paragrafi, di approfondire meglio le nozioni basilari riguardanti il cuore, la frequenza cardiaca e la sua misurazione.

Il cuore e la frequenza cardiaca

Quando si parla del cuore tutti noi sappiamo in linea generale di cosa si tratta ma, entrando nello specifico, non tutti ne conoscono i dettagli e il funzionamento. Questo fondamentale organo, anche detto “organo muscolare cavo” è il fulcro del nostro apparato circolatorio. Grazie alle sue contrazioni, più comunemente dette battiti o pulsazioni, agisce come una sorta di pompa in grado di distribuire tramite l'afflusso sanguigno l'ossigeno in tutto il corpo. A questo punto è certamente chiaro il perché sia fondamentale per un atleta, o per chiunque pratichi sport, poter monitorare il cuore e tenerlo sotto stretto controllo, per evitare di stressarlo e pretendere prestazioni inadeguate che potrebbe, oltretutto, non essere in grado di portare a termine.
Con i termini “frequenza cardiaca” ci si riverisce, invece, alla quantità di battiti che il nostro cuore riesce ad effettuare in un minuto, questa unità di misurazione è generalmente indicata con la sigla “bpm”. La frequenza cardiaca, così come la pressione del sangue, la temperatura del nostro corpo e la respirazione regolare è una necessaria funzione vitale del corpo umano. Tale frequenza aumenta in condizioni di sforzo e rallenta, invece, in condizioni di riposo, ma se l'aumento o la diminuzione escono dal normare range di bpm si va incontro a rischi gravissimi per la salute e per la vita stessa. È quindi fondamentale assicurarsi che la quantità di pulsazioni al minuto sia mantenuta all'interno del giusto standard anche quando si è sotto sforzo. In un adulto sano la frequenza cardiaca in condizione di riposo si aggira tra i 60 e i 90 battiti al minuto. Per misurare l'adeguata frequenza cardiaca in condizioni di sforzo, invece, è necessario affidarsi a dei calcoli particolari appositamente pensati per definire i valori massimi delle pulsazioni del cuore.

Le formule di misurazione della frequenza cardiaca massima

Come abbiamo detto, quando il corpo attua uno sforzo il cuore aumenta le sue pulsazioni per trasportare più ossigeno e più nutrienti in tutto l'organismo, in moda da sostenerlo e sostentarlo per tutta la durata dell'impegno richiesto. Più l'intensità dello sforzo imposto al nostro corpo aumenta, più aumenta il numero di battiti al minuto: la frequenza cardiaca massima è il punto massimo oltre cui il numero di bpm del nostro cuore non può e non deve andare. Questa linea di confine è, di fatto, personale e soggettiva. Infatti, dipende dall'età e dal sesso del soggetto, ma anche dalle sue condizioni fisiche e di salute.
Esiste però una formula, detta regola di Korvonen, che ci permette di fare un calcolo approssimativo ma abbastanza realistico di quella che è la nostra frequenza cardiaca massima (che nella formula è identificabile con la sigla “FcMax”). Fa riferimento ad una cifra stabilita con 220 a cui va sottratta la nostra età ed è scritta matematicamente nel seguente modo: FcMax = 220 – età. In termini pratici, se la vostra età è di 25 anni dovrete sottrarre 25 a 220, il risultato che otterrete (cioè 195 è la vostra frequenza massima, cioè il numero di battiti al minuto che il vostro cuore non deve mai superare.
Poiché il margine di variazione tra la frequenza massima reale di un soggetto e il dato acquisibile con questa formula può raggiungere un margine di errore tra il 10% e il 15%, tale calcolo è stato successivamente migliorato grazie ad una nuova formula molto più precisa detta formula di Tanaka. In questo caso la scrittura matematica della formula è la seguente: FcMax = 208 – 0,7 x età, il calcolo è leggermente più complesso ma nulla che non si possa fare con una semplice calcolatrice a portata di mano. Questa formula è vivamente consigliata rispetto alla prima in quanto entrambe riferiscono gli stessi dati su soggetti dell'età di 40 anni ma per tutti i soggetti più giovani e più anziani i dati sono differenti, per questo è preferibile utilizzare questa seconda e più precisa formula e impostare il cardiofrequenzimetro con un margine di errore nettamente inferiore. È molto importante però, prima di effettuare il calcolo, ricordare che per ottenere una cifra corretta prima è necessario moltiplicare 0,7 per l'età e poi sottrarre il prodotto della moltiplicazione a 208.
Come avete visto, si tratta in realtà di nozioni e calcoli veramente molto semplici e facili da acquisire e comprendere. Ora che abbiamo messo le fondamenta delle nostre conoscenza utili riguardo il funzionamento del cuore, la frequenza dei suoi battiti e su come calcolare la nostra frequenza massima cerchiamo di capire meglio come impostare il nostro cardiofrequenzimetro per un allenamento che stimoli il nostro corpo in termini di sforzo e resistenza in modo corretto.

Frequenza massima, target zone e alcuni tipi di allenamento

Conoscere la frequenza massima non serve solo a tutelare la propria salute ma è fondamentale anche per organizzare un allenamento funzionale e ottimale. Per fare questo dobbiamo rifarci ad una zona entro cui i nostri battiti siano sufficientemente alti ma senza eccedere e raggiungere la frequenza cardiaca massima. Esistono, online, alcuni calcolatori automatici utili a calcolare il numero minimo e il numero massimo di battiti che il nostro cuore deve raggiungere per ottimizzare i risultati di un allenamento. Questo calcolo fa riferimento all'età del soggetto, al numero delle sue pulsazioni cardiache in fase di riposo e al valore della training zone. Questi calcolatori, reperibili su alcuni siti specifici, una volta inseriti i dati richiesti vi permetteranno di trovare la vostra target zone e impostare al meglio il vostro cardiofrequenzimetro.
Oltre a reperire il giusto dato per la training zone, la misurazione della frequenza cardiaca massima consente di ottenere altre informazioni importanti per l'allenamento. In base alla frequenza massima possiamo, infatti, calcolare il giusto grado d'intensità al fine di migliorare i risultati per ciascun tipo di prestazione. Vediamo allora alcuni esempi di dati rintracciabili a partire dalla frequenza cardiaca massima.

  1. La frequenza di fondo lento o anche detta frequenza di fondo lipolitica si ottiene con la formula FcMax - 25/30%. L'intensità di attività fisica ottenuta impostando questo criterio di misurazione l'intensità è molto leggera, ciò permette anche a chi non è molto allenato di consumare i grassi come nutrimento energetico durante l'attività in corso rendendo questa impostazione ottimale per chi è alle prime armi
  2. La frequenza di fondo medio o frequenza cardiovascolare è si calcola invece con questa formula: FcMax - 15/20%. si tratta di un target che può essere mantenuto per molto tempo poiché permetterà di produrre pochissimo acido lattico e, in oltre, farà in modo che lo stesso sia smaltito molto rapidamente dal nostro corpo
  3. Vi è poi la frequenza di fondo veloce che potrete ottenere tramite la formula FcMax - 10/15 %. Mantenendo questo grado di intensità il nostro corpo è in grado di smaltire gran parte del lattato evitando che si accumuli e resti in circolazione. Chiaramente, anche in questo più il soggetto è ben allenato e più il corpo utilizzerà adeguatamente gli acidi grassi, risparmiando invece l'utilizzo delle importanti scorte di glicogeno
  4. La frequenza minima allenante o frequenza di fondo lunghissimo consente invece un'intensità bassissima di sforzo e come dice il nome stesso è a soglia al di sotto della quale il nostro corpo non ottiene alcun beneficio dall'allenamento. La sua formula è FcMax - 35/40%
  5. In fine ecco la frequenza di soglia anaerobica: questo tipo di misurazione si ottiene è data dalla formula FcMax - 7/8% e corrisponde alla forte attivazione del meccanismo anaerobico lattacido. Il risultato che otterrete può essere mantenuto, comunque, per tempi generalmente molto brevi che, ovviamente, varia in base alla preparazione atletica del soggetto, indicativamente per un lasso di tempo che va da un minimo 15 minuti ad un massimo di 60 minuti.
Una volta eseguito il corretto calcolo in base al tipo di allenamento adeguato alla nostra fisicità, alle nostre necessità e ai nostri obbiettivi potremo inserire il dato nel nostro cardiofrequenzimetro e iniziare un allenamento perfettamente davvero corretto e performante. Nonostante ciò non bisogna dimenticare che anche queste formule, come le precedenti possono non essere perfette e avere piccoli margini di variabilità ed errore. Tale errore si fa certamente più grave se anche il conteggio della frequenza cardiaca massima è stato realizzano in modo troppo approssimativo e scorretto. Si tratta quindi di cifre e soglie massime che devono però tenere conto delle peculiarità fisiche e di salute di ciascun individuo e non possono essere considerate attendibili in casi particolari, come ad esempio persone con particolari patologie, donne in stato di gravidanza o fumatori. Soprattutto in questi casi, ma se si vuole essere precisi e totalmente sicuri di non effettuare un allenamento rischioso, ma anzi di rendere al massimo dell'efficienza l'ideale è fare un calcolo della frequenza cardiaca reale.

Come si calcola la frequenza cardiaca reale

Per ottenere questo dato, non più in modo generico e approssimativo, ma avere una cifra certa in riferimento ad esso l'unica possibilità è quella di effettuare un test massimale.
Questo tipo di test comporta il raggiungimento massimo di affaticamento da parte del soggetto preso in esame. Con ciò si intende la necessità di raggiungere un punto di fatica apicale al di la del quale è fisicamente impossibile andare, per il soggetto deve essere infatti assolutamente impossibile superare questa soglia. Si tratta di una prova molto dura e talvolta rischiosa. È pertanto vivamente sconsigliata per le donne in dolce attesa, per i soggetti anziani e per chi è seriamente malato. Anche in tutti gli altri casi, però, si consiglia strettamente di non praticare il test da soli in totale autonomia senza aver prima di tutto consultato il proprio medico di fiducia e in secondo luogo senza essere monitorati da un'assistenza capace come quella, ad esempio, di un personal trainer di buon livello. Talvolta, per altro, è possibile che nei casi in cui il corpo è in sovrallenamento si attui un aumento della frequenza e della pressione cardiaca anche quando ci si trova in stato di riposo. E, viceversa, un calo quando si è in fase di sforzo, oltre che una diminuzione dell'indicatore fi frequenza cardiaca massima. Proprio per tutte queste ragioni è fondamentale consigliarsi e fare affidamento su una persona esperta, se si desidera tarare il cardiofrequenzimetro con i dati relativa alla frequenza cardiaca reale.

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Considerazioni finali

Il cardiofrequenzimetro è un oggetto tecnologico di grande utilità per tutti coloro che, a qualsiasi livello di capacità atletica, vogliono allenarsi in massima sicurezza e in massima efficacia, proteggendo il loro corpo da stress e sforzi inadeguati al loro stato e alla loro preparazione fisica e stimolandolo però nello stesso tempo al massimo delle sue possibilità. Si tratta di un oggetto accessibile a tutti sia in termini economici che di utilizzo, in base all'esperienza atletica e a quella di utilizzo precedente di altre strumentazioni simili si consiglia di acquistare un cardiofrequenzimetro adatto a sé. In commercio è infatti possibile trovare una vastissima gamma di cardiofrequenzimetri: da quelli più semplici ed elementari, con funzioni di base ma comunque di buona efficienza a quelli più sofisticati ed elaborati adatti ad atleti con maggiore esperienza e con necessità più ampie e specifiche. Se inizialmente può sembrare difficoltoso riuscire a farne un buon utilizzo, in realtà, basta aver appreso le poche nozioni di base qui sopra riportate per riuscire ad avere in breve tempo una buona capacità d'uso del cardiofrequenzimetro. Si consiglia di effettuare il calcolo della frequenza cardiaca massima tramite la semplicissima e più precisa formula di Tanaka (FCMax = 108 – 0,7 x età), avendo cura di eseguire prima la moltiplicazione e poi la sottrazione. Per chi preferisse calcolare con ulteriore precisione la propria soglia di frequenza massima suggeriamo di optare per un test massimale solo se in stato di ottima salute e se già in ottime condizioni di allenamento e, comunque, di procedere al test solo ed esclusivamente sotto consiglio medico e monitoraggio di un professionista del settore. Per tutti i soggetti in particolari condizioni di salute che desiderano comunque tenersi in forma con l'ausilio di un cardiofrequenzimetro sconsigliamo assolutamente i test per la ricerca della frequenza cardiaca reale in quanto vivamente pericolosi e suggeriamo di preferire il calcolo tramite la formula di Tanaka e, in ogni caso, d'impostare il cardiofrequenzimetro sotto il consiglio e lo stretto controllo del proprio medico di famiglia e di un personal trainer affidabile e certificato.

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