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Due a due tra Lazio e Sparta Praga all'Olimpico.
La partenza della squadra di Mancini è incoraggiante, ma non ci sono grandi pericoli per la porta dei cechi. A preoccupare gli avversari dei biancocelesti sono soprattutto i calci piazzati, ma la deviazione vincente non arriva. Passata la prima fase di assestamento, lo Sparta Praga
esce dal guscio e fa male, molto male alla Lazio. Al 27' arriva il gol del vantaggio ospite, firmato da Sionko che al volo, e grazie all'incertezza di Favalli, che si fa scavalcare dalla palla, batte Peruzzi da distanza ravvicinata. I padroni di casa vanno in bambola e nel giro di nove minuti subiscono una coltellata proprio da un ex compagno, il fischiatissimo Poborsky, che risolve una mischia creatasi nell'area del poco protetto Peruzzi. Mancini inverte i due laterali, manda Conceiçao, praticamente nullo fino a quel momento, a sinistra, e il portoghese dà segni di risveglio con una bella conclusione dalla distanza che però non trova la porta. Si va al riposo così.
All'intervallo ci si aspetta una mezza rivoluzione nell'assetto della Lazio, ma Mancini cambia solo Albertini con Liverani. A dodici (12) secondi dal nuovo via arriva però il gol biancoceleste: lo segna Inzaghi, che sfrutta al meglio una sponda di Corradi sul lancio di Stam dalla tre quarti. E' un'altra Lazio, anche Stankovic sembra più in palla. Ancora Inzaghi, al 14', conquista un calcio di rigore dopo un minimo contatto con Johana e lo trasforma con sicurezza. Il tutto pochi secondi prima dell'avvicendamento tra Conceiçao, che non gradisce, e Muzzi. Poborsky, nel giro di un paio di minuti, cerca di fare l'ennesimo sgarbo alla tifoseria biancoceleste. Muzzi, alla mezzora, va vicino al gol, ma un difensore devia in calcio d'angolo la sua conclusione e sugli sviluppi del corner Blazek dice di no a Fiore. Ed è ancora Blazek, a una manciata di secondi dal novantesimo, a rispondere al volitivo Muzzi, che ci ha provato da lontano. |