Il Parma domenica affronta il Chievo e per Guidolin si tratta di una sfida speciale contro un allenatore che è stato prima suo giocatore ed ora è un collega molto stimato. "Di Carlo è stato un centrocampista di cui ho invidiato certe doti - ha detto il tecnico del Parma -, avrei voluto avere io, quando giocavo, la sua determinazione. E' stato un grande centrocampista quando in quel ruolo, in Italia, c'erano grandissimi giocatori. Era il periodo delle sette sorelle e i grandi nomi in serie A non mancavano. Eppure lui era uno dei migliori".
E da allenatore sta dimostrando grandi cose, anche se proprio a Parma ha subito un esonero che ancora brucia: "Come allenatore è bravo. Ha tirato fuori l'anno scorso il Chievo da una brutta situazione e adesso lo sta portando in alto. Ha subito, in passato, un esonero che nel calcio ci sta e forse fa pure bene perché insegna tante cose, come è successo a me con l'Atalanta".
I ducali vogliono rilanciarsi dopo la sconfitta di San Siro contro il Milan: "Il Parma ha giocato bene ed è stato generoso. Ho visto alla fine della partita i miei giocatori uscire molto stanchi dal campo e questo gli rende merito. Dopo 15 anni che frequento San Siro però dico che è più facile giocare bene che fare risultato. Qualche volta il colpaccio riesce, ma bisogna giocare una partita perfetta, avere intensità e concretizzare le occasioni. Si vede che il Parma ha mancato in qualcosa, anche se il 2-0 è risultato severo perché la partita è rimasta aperta fino alla fine" ha concluso Guidolin. |