Inghilterra, dischetto benedetto: Colombia stesa ai rigori

A Mosca Kane e compagni sfatano la tradizione negativa e accedono ai quarti dove affronteranno la Svezia.

L’Inghilterra sfata il tabù dei calci di rigore e vola ai quarti di Russia 2018. L’equilibratissimo e nervosisissimo ottavo di finale di Russia 2018 contro la Colombia viene deciso infatti dai tiri dal dischetto, dopo l’1-1 del 90’ e del 120’. Prima di oggi i Tre Leoni avevano pianto per ben sei volte tra Europei e Mondiali, ma questa volta il dischetto si colora di gioia grazie alla precisione dei tiratori (sbaglia solo Henderson) e alla parata del portiere Pickford su Bacca, autore dell’errore decisivo, dopo quelli di Henderson e Uribe. A Mosca comunque l’uomo-copertina della squadra di Southgate è sempre Harry Kane, che eguaglia un paio di record storici (6 gol come Lineker nel 1986 e sei gare consecutive a segno come Lawtom nel 1939), preciso due volte dal dischetto: nella serie finale e al 13’ della ripresa, trasformando un penalty concesso per una trattenuta più che ingenua che lo stesso Kane aveva subito da Carlos Sanchez, l’uomo del destino in negativo per il Mondiale dei Cafeteros, che come in Brasile quattro anni fa non riescono ad andare oltre gli ottavi.

L’Inghilterra invece approda ai quarti per la prima volta dopo 12 anni e può sognare un posto tra le prime quattro, che manca da Italia ’90, perché l’avversario sarà la Svezia, temibile e ostica, ma alla portata. L’episodio del rigore ha spaccato una partita fino a quel momento tattica, iniziata su ritmi sostenuti, ma ben presto bloccata con gli inglesi a manovrare lentamente da una parte e la Colombia a pressare e difendere con ordine dall’altro. Del solito Kane l’unica occasione, di testa, dei primi 45’, poi il rigore, dopo il quale la partita si è innervosita. Falli e ammonizioni in serie, la Colombia ha spinto con il cuore, ma poca lucidità e pochissima pericolosità, eccetto un’occasionissima fallita in contropiede da Cuadrado, fino al colpo di testa al 91’ di Mina, che allunga la sfida ai supplementari. Nei 30’ i sudamericani sembrano averne di più, ma non ne approfittano e lasciano a Uruguay e Brasile il compito di difendere l’onore del continente.


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