Andrea Tafi: "Ci credevo davvero"

"Mi dispiace che qualcuno abbia interpretato il messaggio nella maniera sbagliata" dice parlando del fallito tentativo di tornare alla Roubaix.

tafi

A 52 anni, 20 dopo il suo successo alla Parigi-Roubaix (l’ultimo di un italiano), Andrea Tafi racconta la verità sul progetto per il ritorno sulle pietre dell’Inferno del Nord, la vita da ex pro, Alberto Bettiol e la Granfondo Campagnolo Roma, dove, pedalando sull’Appia Antica, è nata l’idea del ritorno alla Roubaix prima che una caduta mettesse fine al sogno.

Credevi veramente al ritorno alla Roubaix?

Si, ne avevo parlato anche con Johan Museeuw, non volevo tornare per vincere la gara ma per festeggiare i 20 dalla vittoria del 1999 e per far capire agli appassionati di questo sport che si può fare ciclismo ad alti livelli anche dopo i 40, stando bene in salute. Mi dispiace che qualcuno abbia interpretato il messaggio nella maniera sbagliata. Mi sono allenato con tanta dedizione e grinta, mi sarebbe piaciuto tanto. Avrei voluto vedere fino a che punto il mio fisico mi avrebbe consentito di arrivare.

Come era nata l’idea?

Parlando con un amico che mi vedeva ancora molto attivo nell'andare in bicicletta e allora mi ha chiesto perché non provare a tornare alla Parigi-Roubaix 20 anni dopo il mio successo del 1999. Prima della caduta mi sentivo veramente bene. Pedalare sulle pietre dell’Appia Antica - parte del percorso della Granfondo Campagnolo Roma - è un qualcosa che mi emoziona sempre e che mi ha fatto pensare ad un ritorno su quelle della Roubaix.

Cosa avresti voluto dimostrare?

Sarei ipocrita a dire che sarei voluto tornare per vincere, ho 52 anni e ci sono tanti giovani forti - per fortuna! Mi sarebbe piaciuto tornare per poter ripercorrere, dopo 20 anni, la vittoria del 1999 e capire quanto è cambiato il ciclismo in 20 anni e raccontarlo alle persone che amano questo sport. Documentare questa idea eroica-romantica, come le tante persone appassionate del ciclismo storico che si schierano al via de L’Imperiale, insieme a tutti i partecipanti della Granfondo Campagnolo Roma, per far rivivere il ciclismo di altri tempi.

Nel frattempo continui a mantenerti attivo in bici anche grazie alle granfondo come la Granfondo Campagnolo Roma. Cosa rende questo evento così speciale per te?

La Granfondo Campagnolo Roma ha un fascino particolare, oltre ad essere un’opportunità unica di pedalare a Roma e ai Castelli Romani su strade chiuse al traffico. L’Appia Antica e i suoi sampietrini sono gli stessi che si affrontavano nel Giro del Lazio, una corsa che ho vinto tre volte: quanti tanti ricordi! Vi aspetto a Roma il 13 ottobre per un grande weekend di ciclismo.

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