Il Milan dice sì: Atalanta in Champions a San Siro

Arriva l'ultimo e decisivo parere positivo, la squadra di Gasperini "trova casa" per le gare europee.

L’Atalanta giocherà le partite casalinghe della fase a gironi della prossima Champions League al “Meazza” di Milano.

L’ultimo, ma decisivo, parere positivo è giunto dal Milan, che attraverso una nota divulgata all’Ansa ha dato il consenso al “prestito” dello stadio alla squadra bergamasca, che in caso contrario avrebbe dovuto giocare nel proprio impianto con una capienza ridotta a 16.000 posti causa lavori: "Confermiamo di accogliere la richiesta dell’Atalanta di poter disputare gli incontri casalinghi della prossima Uefa Champions League allo stadio di San Siro - si legge nella nota - La nostra decisione è maturata nel rispetto del parere positivo del sindaco della Città di Milano Giuseppe Sala e dopo aver recepito il forte desiderio in tal senso della proprietà del Club bergamasco. Crediamo che questa opportunità sia di beneficio non solo per l’Atalanta, ma per tutto il calcio italiano, poiché ispirata da importanti valori come il senso di ospitalità, il rispetto ed il 'fair play'".

Il parere del Milan era determinante perché, trattandosi di una manifestazione sportiva, quello del Comune non sarebbe bastato: era necessario il sì di entrambi i club e quello dell’Inter era arrivato quasi subito.

Negli stessi minuti in cui il Milan ha dato il via libera, i rappresentanti della Curva Sud hanno però preso posizione in maniera molto decisa, sulla scia di quanto fatto poche ore prima dai tifosi dell’Inter della Curva Nord: “Lo sa Percassi cos’è San Siro? - si legge nel comunicato dei tifosi rossoneri - No che non lo sa, perché altrimenti non si sarebbe permesso di mettere in imbarazzo il Milan con questa richiesta, salutata con entusiasmo da tutti quegli ipocriti e perbenisti che girano e vivono intorno al calcio, ma che offende NOI sostenitori rossoneri costretti anche a sopportare l’affronto di vedere giocare nel nostro stadio la squadra che è in Coppa dei Campioni a spese nostre. Cosa direbbe il presidente Percassi se un domani il Brescia chiedesse lo stadio dell’Atalanta per giocare in Coppa? Direbbe no o dovrebbe sottostare al precedente creato proprio da lui medesimo? Cosa direbbero i suoi tifosi? Perché non si immedesima nei suoi tifosi essendo il “primo tifoso dell’Atalanta”? Perché quello che potremmo subire noi e gli interisti, un giorno potrebbe capitare agli atalantini, ai napoletani, ai romanisti, a qualunque tifoso che venga portato via dal suo stadio come se non fosse a casa sua. È questo ciò ci aspetta quando conterà solo il tornaconto economico?”.
 


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