Pisa, tifosi in sciopero contro la Juventus B

Clamorosa decisione dei gruppi ultras nerazzurri: "Non è una partita di calcio".

Pisa

Pisa e Juventus non si affrontano in partite di campionato dal 1991, anno dell’ultima stagione di Serie A dei nerazzurri. Nessuno, all’epoca, avrebbe mai potuto pensare che l’incrocio successivo si sarebbe disputato in Serie C, con in campo l’Under 23 dei bianconeri.

Eppure questo succederà domenica 9 dicembre ad Alessandria, dove la Juve B gioca le gare casalinghe, per la quindicesima giornata di campionato

La partita, però, si svolgerà senza la presenza dei tifosi del Pisa, che diserteranno la trasferta in segno di protesta.

Il motivo è stato spiegato attraverso un comunicato diramato dagli stessi gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti, nel quale i sostenitori pisani affermano la propria contrarietà al progetto delle squadre B, accusate di togliere spazio alle realtà dei piccoli centri che hanno sempre trovato spazio in Serie C: "Capiamo le esigenze delle società, - scrivono i tifosi, - costrette a far buon viso di fronte alle imposizioni della Lega. Capiamo chi afferma che la squadra vive un momento delicato e va sostenuta e per certi versi “stimolata” a far meglio. Capiamo tutto, ma non possiamo far finta di niente perché la nostra mentalità, la nostra coerenza, il nostro modo di concepire il ruolo non passivo, ma attivo, del tifoso di calcio, impongono una risposta chiara, determinata e forte contro l’arroganza del calcio moderno".

"Continuiamo a ripetere da anni - si legge ancora - che il calcio è della gente, è uno sport popolare, vive e ha vissuto di tradizione e campanilismi, vittorie e sofferenze. Rispettiamo tutte le realtà minori che dopo percorsi decennali, con grandi sacrifici e passione, riescono a vivere un’avventura in Lega Pro, o ad affacciarsi al professionismo, rispettiamo chi in questa serie si considera di passaggio, e la frequenta con intensità e sofferenza considerandola una tappa per il ritorno nel calcio che conta. Per questo non possiamo tollerare che un’idea di plastica rubi un posto a qualcuna di queste “storie”, che dei tifosi debbano pagare o fare km per assistere ad una gara che al limite potrebbe avere dignità come amichevole, che i vertici del calcio continuino a massacrare il nostro calcio e le nostre “domeniche” (vedi i ricorsi e il calendario spezzatino) per poi imporre le squadre B delle “grandi”".

"Domenica, per noi, il pallone starà in un angolo. Riprenderà a rotolare all’Arena, mercoledi, in un incontro di calcio non certo accattivante, tutt’altro che nobile, ma perlomeno vero (contro l'Arzachena, ndr). No al calcio moderno. Rispetto per i tifosi".

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