Mancini avvisa Perin: “Se non gioca è un problema”

Tempo di prime partite vere per la nuova Italia di Roberto Mancini, attesa dalle sfide contro Polonia e Portogallo, primi impegni della neonata Nations League. Gruppo nuovo e molto ringiovanito, parola d’ordine ripartire, ma il ct non nasconde le difficoltà:

“La Nations League è meglio delle amichevoli, ci teniamo a fare bene, ma la scorsa stagione si era conclusa meglio, prima delle amichevoli tanti italiani stavano giocando, adesso sono pochissimi – il grido d’allarme di Mancini in conferenza – Penso sia il momento più basso, per questo abbiamo scelto di chiamare tanti ragazzi anche giovanissimi, come Zaniolo, per capire meglio cosa possano darci in futuro. Nicolò non è l’unico, alcuni li abbiamo lasciati all’Under 21. Io sono fiducioso, i ragazzi forti li abbiamo, ma il problema è che non giocano pur essendo spesso più bravi di molti stranieri”.

Il rovescio della medaglia è allora la non convocazione di qualche “vecchio” che gioca, ma che non deve certo essere “conosciuto” (“De Rossi fa parte del gruppo” ha detto il ct), in attesa che dal prossimo giro torni Verratti: “Ha avuto molti problemi fisici, adesso dice di stare molto meglio, dopo la sosta tornerà a disposizione: ha esperienza, gioca in una squadra importante, sarà molto utile”.

E del gruppo potrebbe far parte anche Buffon, ma in porta c’è l’imbarazzo della scelta. Mancini manda un messaggio chiaro a Perin: “Chi è titolare è avvantaggiato, le gerarchie sono consolidate: se Perin non gioca è un problema. Avrei voluto chiamare Meret, ma è infortunato, quindi abbiamo puntato su Cragno, che è molto forte. Ci saranno tanti cambiamenti dovendo giocare due partite ravvicinate”.
 

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