Juventus-Atletico Madrid: Pagelloide bianconero

Mariella Lamonica, giornalista di VareseSport e Bepi sport tv, dà i voti agli uomini di Allegri.

Mariella Lamonica, giornalista di VareseSport e Bepi sport tv, dà i voti agli uomini di Allegri.

Szczesny 6.5: è lo spettatore numero uno del match perché dalle sue parti la palla arriva poco e quando passa di lì la fa sua senza alcun patema. Ha sempre tutto sotto controllo.

Emre Can 8.5: sradica palloni che è un piacere e lo fa per 95 minuti, sacrificandosi come non mai, dimostrandosi all’altezza anche in un ruolo che non è prettamente il suo. Muro d’acciaio invalicabile, insuperabile, il tutto condito da tanta lucidità. Pazzesco.

Bonucci 7.5: LB19, è questo il difensore che i tifosi attendevano da quando ha rimesso piede allo Juventus Stadium. Ci prova con i suoi lanci, tiene alta la difesa e non abbassa mai la guardia, leggendo sempre al meglio ogni situazione.

Chiellini 8: a tutti i bambini che giocano a calcio dovrebbero far vedere la partita del Capitano di questa sera, classe 1984, difensore dicevano sopravvalutato fino a qualche anno fa, ed ora condottiero con grande merito di un’armata che sa esattamente dove vuole andare e che ci proverà con tutte le sue forze, fino alla fine. Le 500 volte in bianconero non poteva festeggiarle in modo migliore. 

Cancelo 8: rinuncia un po’ troppo all’uno contro uno nel primo tempo, ma raccoglie al meglio ogni cambio gioco, nella ripresa ci mette poco a rendersi conto di poter affondare, lo fa al minuto 3 sfoderando l’assist perfetto per CR7 e da lì è ancora più propositivo in fase offensiva e più solido in fase difensiva. I crampi alla fine gli fanno il solletico. Mezzo voto in più per la dedica: “Vittoria per il papà di Joao Mario e per mia nonna mancati nei giorni scorsi”. Che cuore.

Matuidi 7: forse non si nota come altri, ma finalmente Matuidi torna a fare il Matuidi. Non sbaglia una chiusura, non si accontenta, lotta, prova qualche inserimento dei suoi, ma poi lascia spazio ai compagni aspettandoli qualche metro più indietro con la convinzione che anche se qualcuno in maglia blu dovesse passare di lì, lui sa perfettamente cosa fare. E poi corre, corre e corre.

Pjanic 8: sa che mai come stasera deve ragionare, deve prendere tutti i palloni sporchi e riconsegnarli puntuali e lindi ai suoi compagni, sa che là in mezzo non si può sbagliare e lui non sbaglia, detta i tempi, regala sprazzi di luce immensa e stringe i denti quando il ginocchio fa male. Top.

Spinazzola 7.5: lascia il freno a mano nello spogliatoio, destro o sinistro fa poca differenza conta metterci personalità ed il ragazzo ne ha da vendere. Gioca con leggerezza, con temperamento, con le idee chiare e senza il minimo timore di uno stadio intero, in un momento delicatissimo della stagione, che gli chiede la prestazione dell’anno. A sto punto la speranza è che sappia fare anche di meglio, ma anche così andrebbe benissimo. Tanta roba!

Dybala 7: Allegri gli chiede mezz’ora di qualità e intensità: accontentato. Entra con la determinazione giusta, la voglia è quella di ritagliarsi ancora più spazio in serate come questa.

Bernardeschi 8.5: l’assist al bacio, la sua tecnica al servizio dei compagni, la volontà, l’onnipresenza, la forza nel prendersi un rigore pesantissimo e quel tocco d’eleganza che rende tutto più magico. Quando dicono che la nazionale ha poco talento e pochi giocatori su cui scommettere dovrebbero ricordarsi di Federico Bernardeschi e della sua prestazione di stasera, la più bella da quando gioca a calcio.

Ronaldo 9.5: il 10 ce lo risparmiamo per il 1° giugno, perché è lì che vorremmo concedergli il massimo dei voti e la lode. Difficile trovare le parole per descriverlo stasera, per i gol, per gli stacchi aerei, per la freddezza dal dischetto e per quelle doti di leader che ne fanno, indubbiamente, il calciatore più forte del pianeta (magari insieme a qualcun altro, ma questa è un’altra storia). Immenso, infinito, inarrestabile CR7 o semplicemente The King.

Mandzukic 6.5: è sempre utile alla causa, ma questa sera per il croato è una serata difficile. Lui è comunque presente in area, prova a fare spazio e a stringere i denti quando la coscia fa male. Esce stremato.

Kean 6.5: il ragazzotto classe 2000 si presenta con una chance d’oro e forse quel sinistro, che non è il suo piede, trema un po’ quando va a cercare l’angolino che sarebbe per lui e per tutti l’apoteosi. Attacca sempre lo spazio con caparbietà, ha i mezzi per rendersi ancora più utile alla causa.

Allegri 9: nel calcio come nella vita non bastano “le huevos” anche se sono fondamentali, ci vuole la lucidità, ci vuole l’intelligenza, ci vuole il coraggio per rischiare e ci vuole l’umiltà per capire gli errori nonchè la pazienza per rimboccarsi le maniche e ripartire. Prepara la gara in maniera ineccepibile, non sbaglia nemmeno una mossa nei 90 minuti ed ora si gode un trionfo che ha tanto di suo. Chapeau.

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