Brescia, i tifosi contro Balotelli: "Arrogante"

Comunicato di un gruppo ultras dopo i fatti di Verona: "Mario è italiano e bresciano, ma cambi atteggiamento".

Cinque giorni dopo i fatti di Verona-Brescia, partita caratterizzata dalla rabbia di Mario Balotelli che aveva minacciato di lasciare il campo a causa degli insulti razzisti subiti da una frangia di tifosi gialloblù, a prendere posizione sul tema sono i sostenitori del Brescia, non esattamente attraverso parole di assoluzione nei confronti del numero 45 della squadra appena passata sotto la guida tecnica di Fabio Grosso.

Attraverso un comunicato ufficiale, il gruppo Brescia 1911 ha preso le difese della Curva del Verona, rimarcando i comportamenti non sempre edificanti di ‘Balo’: "Le tifoserie non possono essere considerate razziste, in ogni squadra giocano sempre più giocatori provenienti da altri paesi. Purtroppo però il razzismo esiste, esisteva e forse esisterà sempre. Sebbene nessuno di noi conosca personalmente Mario Balotelli, dobbiamo ammettere di avere avuto delle opinioni discordanti (rispetto a chi lo definisce una vittima sacrificale) e poco lusinghiere sul suo conto fin da prima che indossasse la nostra Maglia. Oltretutto, non siamo stati gli unici ad avere avuto delle perplessità su di lui, se è vero che migliaia di tifosi di diverse piazze italiane/estere prima l’hanno accolto a braccia aperte, e poi l’hanno sconfessato per il suo atteggiamento (e non certo per il colore della pelle), a volte infantile, spesso indisponente”.

I tifosi rimproverano a Balotelli atteggiamenti sbagliati dentro e fuori dal campo: “Non per questo lo abbiamo osteggiato o denigrato quando è arrivato a Brescia; al contrario, lo abbiamo accettato e rispettato come tutti gli altri giocatori del Brescia che indossano la nostra Maglia, calciatori meno famosi di lui, ma che hanno dimostrato -fin da subito- passione e spirito di sacrificio. Il fatto che abiti a Brescia e indossi la nostra Maglia, però, non lo eleva al di sopra di tutto e di tutti, e l’arroganza che sembra trasparire di continuo dalla sua persona non è giustificabile, in particolar modo quando la porta in campo e diventa motivo di destabilizzazione per la squadra e di tensione e d’imbarazzo per la tifoseria (per quanto riguarda Brescia, ci riferiamo in particolar modo al dito medio esibito come risposta ai tifosi dell’Inter per un loro coro contro, forse offensivo e provocatorio, ma di certo non razzista; per non parlare del fotografo cui Balotelli -dopo la sostituzione “patita” a Marassi- ha rotto la macchina fotografica con cui stava lavorando)”. 

“Detto questo, siamo estremamente convinti che Balotelli a tutti gli effetti sia italiano, e – per quanto ci riguarda – perfino bresciano (sebbene abbia sempre ostentato la sua passione per il Milan), ma lui deve convincersi di una cosa: proprio perché gioca nel Brescia da bresciano, la sua dedizione alla causa e il suo impegno devono essere pari - o addirittura superiori - a quelli dei suoi compagni (che fra l’altro non devono farsi perdonare un passato a dir poco...sopra le righe), soprattutto devono essere maggiori di quelli profusi fino ad oggi, e con questo naturalmente non ci riferiamo ai soli due gol fatti, oltretutto ininfluenti".

Infine, sui cori del 'Bentegodi': “Certi cori siano legittimi e accettabili, ma nemmeno che i tifosi gialloblù siano tutti razzisti, e che la Curva del Verona sia una sorta di covo del KKK, come qualcuno vorrebbe far credere (questo lo dimostra anche il fatto che a provocare “seriamente” Balotelli siano stati pochissimi tifosi, fra l’altro “slegati” dai cori del resto della Curva)".
 


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