Berlusconi e il Milan, trenta e lode

Era il 20 febbraio 1986 quando Silvio Berlusconi rilevò da Giussy Farina il Milan sull’orlo del fallimento: sono passati trent’anni e c’è ancora lui alla guida del club rossonero.

Il suo primo allenatore fu Nils Liedholm, poi scelse personalmente Arrigo Sacchi dopo averlo visto all’opera al Parma. Nacque così il grande Milan degli olandesi (Van Basten, Gullit e Rijkaard) con una forte anima italiana (Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini, Ancelotti, Donadoni), che salì sul tetto d’Europa e del mondo.   

Innumerevoli i campioni stranieri che hanno vestito la maglia rossonera in questi trent’anni, fra i quali Boban, Savicevic, Weah, Shevchenko, Seedorf, Kakà e Ibrahimovic. Nell’era berlusconiana il Milan ha messo in bacheca, tra gli altri, 8 scudetti, 5 Coppe Campioni/Champions League, 5 Supercoppe Europee, 2 Intercontinentali e un Mondiale per Club.

Gli ultimi trofei risalgono al 2011 e da allora le difficoltà non sono mancate, come le critiche dei tifosi. Da tempo il club rossonero è alla ricerca di soci e la trattativa con Mr. Bee si sta prolungando più del previsto. Ma Berlusconi resta ottimista e in una recente intervista ha fissato un obiettivo ambizioso: due finali di Champions nei prossimi cinque anni.    

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