Verso Rio 2016, Messico e nuvole

Con la clamorosa e pesante sconfitta del Brasile contro l’Uruguay si è aperto Città del Messico  il FIBA Americas Championship con 10 squadre (contro le 24 di Eurobasket e le 16 dell’Africa e dell’Asia)  in rappresentanza delle tre Americhe, dal Polo alla Patagonia saltando gli Stati Uniti già qualificati per i Giochi quali campioni uscenti. Il torneo  s’intersecherà  con l’Eurobasket (5-20 settembre) e il 12 settembre si conoscerà la vincitrice (Messico campione uscente), i nomi delle 2 qualificate per Rio e  le altre 3 o 4 squadre per i 3  tornei di qualificazione dal 5 al 10 luglio 2016 che assegneranno gli ultimi 3 posti per l’Olimpiade.
 
Ammesso d’ufficio dal Central Board sulla fiducia, e cioè la sua tradizione, alla faccia del regalone il  Brasile di Ruben Magnano, uno dei pochi coach al mondo a conquistare l’oro olimpico (con l’Argentina nel 2004) è arrivata a Città del Messico senza il gruppo dei giocatori della NBA. E cioè  Hilario Nene (Wizards), Varejao Anderson (Cavaliers), Tiago Splitter (passato da San Antonio ad Atlanta), Leandro Barbosa (vincitore del titolo con i Warriors che l’hanno confermato), l’ancor poco conosciuto Bruno Cabloco  (scelto a sorpresa l’anno passato dai Raptors e nel suo paese chiamato il Kevin Durant brasiliano) seguito in Canada dal compagno Lucas Nogueira (2,13). Per finire col giovane gigante (2,08)  Christiano Felicio un investimento dei  Bulls per il futuro.
 
 Si potrebbe parlare di una sperimentale, se non fosse stato richiamato  il 35enne capitano  di origini italiane Guillherme Giovannoni che nel 2009 giocò nella Virtus Bologna  a quel tempo una delle migliori squadre del campionato e forse l’unica he poteva quell’anno battere Siena. L’unica faccia nota è Marcus Vinicius Vieira detto Marquinhos il quale  ha segnato 21 punti agli uruguaiani, una squadra autarchica  con molti cognomi italiani. Giocano invece in Spagna alcuni brasileros fra i quali il più noto è il centro Augusto Lima (22 anni, 2,06) compagno di squadra a Murcia, la squadra per la quale ha firmato il CT greco Katsikaris,e che conta anfhe su Vitor Benite (25, 1,90 guardia piccola)  mentre il play Raf Luiz ha firmato per il  Monbus  Blusens.
 
Nell’Argentina Manu Ginobili (Spurs, ex Reggio Calabria e Virtus Bologna di Messina) non c’è ma potrebbe rientrare per i Giochi e chiudere il ciclo d’oro assieme agli altri due pilastri che invece hanno confermato la fede alla maglia nazionale. E cioè   35enni Luis Scola (passato ai Raptors) e Andres Nocioni (Real Madrid)  i protagonisti della vittoria non facile contro il Portorico di Josè Barea tornato l’ultima stagioje  ai Mavericks con i quali aveva vinto anni fa il titolo NBA.  Per l’impareggiabile Scola, che continua a tenere i capelli che gli scendono sulle spalle come il Cristo del Corcovado, 22 punti, decisiva la “doppia doppia” di Nocioni con 14 punti e 12 rimbalzi.  Nella squadra del famoso Rick Pitino, ha  risposto a sua volta con una “doppia doppi”, 20 punti e 10 assist. La piccola trottola  dal pelo fulvo è un mito per la comunità portoricana: sposatosi con una ex miss mondo, tornato a Dallas dove aveva contribuito al titolo, Barea è stato confermato  con un triennale da Mark Cuban per il carisma e  le  virtù di ottimo tiratore da fuori.
 
Micidiale il quintetto del Messico che per la prima volta ha vinto due anni fa il Campionato delle Americhe. Con 76 punti su 84 totali hanno disintegrato il quintetto della Repubblica Dominicana (39 punti, meno della metà dei rivali)  forte di due punte della Spaghetti League: Edgar Sosa scudettato con Sassari  alla sua altezza (18 punti, 4/8 da 3, 4 assist)e uno scentratissimo James Feldeine l’ex guardia di Cantù che giocherà l’Euroleague col Panathinaikos il quale  ha segnato un solo canestro da 3 su 10 tiri totali per 5 punti, 4 rimbalzi e 3 assist.
 
Per i messicani di Sergio Valdeomillos, il coach spagnolo di Granada che si è trasferito da 4 anni su Mexico City portando la nazione di Manue Raga Navarro, il mitico indio della grande Ignis, 22 punti di scarto, con una serata da ricordare (anhe per le sole 6 palle perse!) del capocannoniere Orlando Mendez (24 punti, 6/8 da 3 in 37′ per la small guard), il capitano Gustavo Ayon centro del Real Madrid della tripletta (18 punti, 11 rimbalzi),  l’ala forte Hector Hernandez (12 punti, 7 rimbalzi ), la giovane  ala piccola Juan Toscano (22 anni) che gioca nella NCAA (Marquette)  ed è andato vicno alla doppia-doppia (11 punti, 9 rimbalzi) e il play Jorge Gutierrez (11 punti, 6 assist, 4 rimbalzi).  La differenza delle varie voci, rende ancor più marcato il solco della sconfitta con 98 di valutazione contro 32 per i discendenti degli atzechi che si vuole abbia inventato il basket nell’epoca precolombiana.
 
Nella prima giornata  ha riposato una delle principali candidate per Rio, il Canada, forte di due prime scelte assolute  come Andre Wiggins e Anthony Bennett di Minnesota e praticamente la squadra di Jay Triano, tornato a dirigere la nazionale della foglia d’acero dopo il 7° posto di Sydney, è una squadra NBA col pittoresco centro dei Lakers Robert Sacre   amato più per la simpatia che per il suo gioco.  Mai trascurare  però una squadra di Rick Pitino, il coach americano di origini italiane e il nome più illustre che ha portato alle finali NCAA ben tre Università (Providence, Kentucky e Louisville) e allenato nella NBA New York e i Celtics. Il geniale Rick allena il Portorico, squadra sanguigna, difficile da domare che però manca di un centro dovendosi  accontentare di Orlando Balkman un mezzo rottame che spicca per i tatuaggi,  vero capolavoro di body art.
 
Anche senza della sua star NBA Greivis Vasquez, uno dei migliori registi della NBA,   il Venezuela  allenato dall’argentino Nestor Garcia detto il “Che” col “trio Vargas” (Gregory che gioca in Israele, Josè e Javincer)  ha dominato il mach con Cuba he non è più la squadra che  negli anni ottanta era fra le migliori al modo col suo spettacolare atletismo.
 
Sono moltissimi i giocatori NBA, concentrati soprattutto nel Canada in versione quasi all-black, mentre sono una quindicina  quelli che lavorano in Europa, prevalentemente in Spagna. Il gruppetto italiano comprende oltre a Giovannoni anche Sosa e Feldeine che però sono nati a New York e l’ultimo aquisto di Cantù, Brady Heslip play-guardia che in pratica è il cambio di Andrew Wiggins la vera superstar di questo torneo.
 
Con sole 10 squadre   nell’Americas Championship, ben il  50 per cento può arrivare a Rio!. Per ora passano direttamente le  prime 2, già qualificate fra le 12 dei Giochi Usa (campione uscente) e il Brasile paese organizzatore. Prime vincitrici dei tornei continentali Australia (Oceania) e Nigeria (Africa).  Insomma è qusto  il torneo più  privilegiato dalla FIBA, se pensiamo alle 24 squadre di Eurobasket.
 
La formula si snoda con una fase eliminatoria di due giorni (20 partite, 31 agosto-4 settembre)  ciascuno di 5 squadre: due gare giornaliere, riposa  una squadra, viene  eliminata la 5.a e ultima squadra. Le prime 4 dei due gironi portandosi i risultati dei confronti diretti nella Seconda Fase (16 gare) proseguono col torneo per decidere le semifinaliste. Dopo il giorno di riposo, la 1.a  di un girone affronta nell’ordine la 4.a, la 3.a, la 2.a e la 1.a dell’altra  e così via, sempre  per il concetto che il calendario premia o penalizza rispettando la classifica. In semifinale  1.a contro 4.a e  2.a contro 3.a. Le vincenti sono qualificate direttamente ai  Giochi. Altre 3 squadre (3.a, 4.a 5.a) vengono promosse all’OQT, ma se il Brasile è fra le prime 5  essendo già qualificata libera un posto alla 6.a classificata, come ha deciso il Central Board della FIBA il 9 agosto, forse per questo ha deciso di togliersi subito di mezzo.
 
L’informazione, a questo proposito, è lacunosa: il sito dell’evento non precisa ancora le variazioni decise a Tokio e già in vigore, indica la vecchia data per gli OQT, non specifica se il 5° ed eventuale 6° posto viene assegnato con una finale oppure considerando la classifica (e l’eventuale risultato dello scontro diretto o il goal average in caso di parità). Non parliamo del servizio statistico, inferiore a quello esemplare di Afrobasket: manca la comparazione riassuntiva a fine gara delle varie voci (le varie percentuali di tiro, punti della panchina, contropiedi, massimo vantaggio e minuti totali in vantaggio, etc), vengono indicati i quintetti di partenza solo a fine gara. Grande confusione, inoltre, per l’identificazione dei giocatori già poco conosciuti:  sono indicati a referto col  doppio cognome e doppio nome come da tradizione latino-americana, per i brasiliani  solo un paio hanno nome d’arte e così via.
 
FIBA AMERICAS CHAMPIONSHIP (10 squadre, 2 gironi, 2 qualificate per Rio, dal 3° al 5° OQT; si gioca alle 12, 14.30, 18, 20.30 locali, +6 ore di fuso per l’Europa)
GIRONE A – 1.a g: Uru-Bra 71-57 (12 B.Fitipaldo; 21 M.V. Viera + 9 r); Mex-RDm 84-66 (24 O.Mendez, 18 G.Ayon + 11r; 18 E.Sosa, 5 Feldeine). Riposa Panama. Classifica: 1/0 Uruguay, Messico; 0/1 Brasile, Rep.Dominicana, 0/0 Panama. 1 set, 2.a g: Pan-Uru, Bra-RDm, Riposa Messico.
GIRONE B – 1.a g: Ven-Cub 73-52 (14 H.Guillent + 7a; 10 J.Rivero); Arg-Prc 91-86 (22 L.Scola, 19 Garino, 14 A.Nocioni + 12r; 20 J.Barea + 10a, 15 R.Balkman). Riposa Canada. Classifica 1/0 Argentina, Venezuela; 0/1 Portorico, Cuba; 0/0 Canada.1 set, 2.a g: Can-Arg; Prc-Cub. Riposa: Venezuela.
 
A cura di ENRICO CAMPANA

 

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