Olimpia fuori, l'analisi e le pagelle di Giancarlo Fercioni

L'opinione del regista televisivo di Sky, un'istituzione per quanto riguarda il basket raccontato per immagini.

fercioni

Sull'uscita dell'Olimpia dall'Eurolega abbiamo chiesto un commento con le relative pagelle a Giancarlo Fercioni, regista televisivo di Sky, un’istituzione per quanto riguarda il basket.
"Trovare la chiave per cominciare il discorso, probabilmente, ha la stessa difficoltà di far quadrare il cerchio per la attuale stagione cestistica di Milano.
Si è visto tutto e il suo contrario: in certi momenti (purtroppo non sufficientemente continui e frequenti) sembrava una squadra da quinto-sesto posto nel ranking Euroleague. In altri sembrava l’ennesima  copia di una Milano che per tasso di classe dei singoli giocatori avrebbe potuto giocarsela con chiunque, finendo poi di perdere con quel chiunque col quale non avrebbe mai dovuto farlo.
Chi ha scritto e detto a suo tempo che grazie alle sconfitte casalinghe con Gran Canaria e  con Monaco avremmo fatto i conti a fine regular season è stato facile profeta anche se tutti abbiamo sperato il contrario fino all’ultimo.
La sensazione, durante tutta la stagione, è stata ed è quella di un’incompiuta. Quest’anno sicuramente meno delle stagioni precedenti ma sempre d’incompiuta si tratta. E’ vero che, citando l’abusato detto , la fortuna e cieca ma la sfortuna ci vede benissimo, però anche altre squadre hanno avuto infortuni importanti ma si sono compattate e se la sono giocata lo stesso. Nedovic lungo degente, Tarczewski rotto poi raggiunto in infermeria da Gudaitis fermo per quello che manca della stagione. Il backup Omic, che per altre squadre poteva essere egregio in area, è stato bruciato quasi subito in giochi non suoi".
                                                    GIOCATORI TROPPO SPREMUTI
 "I vari James, Micov, Brooks spremuti al limite delle loro possibilità senza dare fiducia ad una panca che vedeva a mo’ di Marione Governa, perennemente seduti, uno dei migliori giocatori delle coppe dell’anno precedente, Della Valle e un lungo all-around di peso e sostanza come Burns. Per non parlare di Cinciarini, play di esperienza se ce n’è uno, entrato col contagocce e un Jerrels che invece è entrato anche quando forse non sarebbe stato il caso e soprattutto non nel suo ruolo naturale…
Sono scelte, certamente: se vinci sei bravo e se perdi ti devi far carico delle tue scelte con quello che può seguire. Quest’anno, avendo diretto solo le partite della Nazionale, ho avuto modo di mettermi dalla parte dello spettatore che ti dà un quadro più globale, però mi mancano i dettagli che mi davano le telecamere.
Quando facevo anche il Campionato e l’Eurolega vedevo volti, espressioni, atteggiamenti che raccontavano 90 volte su 100 come sarebbe andata a finire, adesso vedo quello che un mio collega propone… Il resto lo leggo sul web, newsletter varie, FB o Tweet varii, con tutti i rischi di fake news del caso.  Meglio farsi delle idee proprie, magari sbagliate ma mie".
                                                        SQUADRA PIACENTE, IL GIOCO MENO
"La squadra di quest’anno a me piaceva, come è stata fatta giocare un po’ meno. Nella prima parte della stagione sgranavo gli occhi, quando vedevo una circolazione di palla meravigliosa, a volte pronti a ribaltare sul lato debole, altre a liberare con passaggi di tocco l’uomo libero e poi i numeri di James a far saltare sulle sedie il pubblico. Poi le altre squadre (Pesic tra i primi) a scoprire come bloccare l’attacco milanese, poi gli infortuni, la stanchezza delle mancate rotazioni a seguire e Milano torna quella di altre stagioni, con la sensazione di incompiutezza che è l’unica cosa compiuta. Manca qualcosa… e non sono i giocatori".
                                             LE PAGELLE:  TRE VOTI DI FIDUCIA 
#00 Della Valle, voto 6.5         
Sulla fiducia, sono convinto che un giocatore tosto come lui va lasciato giocare, anche se soffre il peso delle guardie europee, più fisiche che però può battere con la velocità. Se non gli si da fiducia, si spegne.
#2 James, voto 9                        
Nel suo caso, se si fosse spento qualche volta, non sarebbe stato male. Fenomenale in attacco, un’autostima che lo porta ogni tanto fuori dal balcone, ma se non ci fosse stato lui, quest’anno i playoff non li avremmo neanche sfiorati.
#5 Micov, voto 9                        
Il giocatore che qualsiasi allenatore, compagno di squadra e tifoso vorrebbe con sé. Il Gerovital sarebbe obbligatorio. Ti riappacifica con i fondamentali, con il basket come sport completo, con l’intelligenza come obbligo per giocare.
#7 Gudaitis, voto 8                       
Finchè ha giocato è stato tra i primi 5 pari ruolo in Europa ed è giovane per il suo ruolo. Non per niente se non fosse stato fermato dall’infortunio l’anno prossimo l’ NBA ce lo avrebbe sicuramente portato via, uno dei tasselli mancanti per la qualifica.
#13 Fontecchio, voto 6                        
Come Della Valle, sulla fiducia. Le volte che ha giocato, soprattutto nella prima parte della stagione, ha fatto vedere cose pregevoli. Non ha avuto spazio/fiducia  e questo lo ha un po’ spento. Penso che sia stato preso per Milano 2.0 (leggi campionato)
#15 Tarczewski, voto 8,5         
Mezzo punto in più del suo pari ruolo ma solo perché lui ha potuto giocare. Se Gudaitis non si fosse infortunato il mezzo punto lo avrebbe preso l’altro. E’ un giocatore Olimpia, se ce n’è uno, tosto, duro, agonisticamente cattivo. Unica pecca di gioventù, la gestione dei falli. Diamogli tempo, Joe Blair gli ha insegnato bene…
#16 Nedovic,voto 8                        
Il prossimo “Professore” quando Micov andrà in pensione. Per lui la quota 100 è la valutazione media… La sua lungodegenza è stata la causa prima della destabilizzazione della squadra. Vedere le partite prima che si rompesse e dopo.
#19 Kuzminskas, voto 6-           
Non è buono? Certo, e molto. Il voto basso nasce dalla rabbia di non averlo visto giocare come è in grado e come lo abbiamo visto fare con altre squadre. Ripeto, singolarmente, tutti i giocatori nel roster di quest’anno sono ottimi, però…
#20 Cinciarini, voto 7                        
Quando lo hanno fatto giocare, ha giocato, ci ha messo l’anima e qualcos’altro. Tecnicamente è inferiore degli altri? Può darsi, ma un giocatore come lui che ci mette l’anima, oltre che il cervello , lo vorrei sempre.
#21 Nunnally, voto 7                        
Quando giocava per altre squadre, mi stava antipaticissimo, il che è un ottimo segno… Adesso sta cercando di entrare nel modo giusto nelle rotazioni di una squadra con tante primedonne e la cosa non è facile. Ma la classe non si discute.
#23 Burns, voto 6                        
Vale il discorso di Della Valle e Fontecchio, sulla fiducia. Forse è un giocatore che ha bisogno di minuti, cosa che non ha avuto. Il palcoscenico Europeo vede lunghi più lunghi e muscolari più muscolari, però lui è tutt’e due. Secondo me un giocatore di rottura come lui in certi momenti avrebbe potuto dire la sua.
#32 Brooks,voto 6/7         
E’ il giocatore che mi è piaciuto di più, per atteggiamento e per la capacità di cambiare il suo tipo di gioco. Lo ricordavo come attaccante spaventoso e me lo ritrovo come difensore alla Gallinari (padre). Unico problema che ha snaturato il suo gioco in attacco.
#55 Jerrels,voto 6/7         
Buon vecchio “the Shot”. Lo hanno fatto giocare fuori ruolo e lui lo ha fatto: da guardia tiratrice mortifera è passato a play che fa i buchi nel parquet. La cazzimma non gli manca… bastasse quella per vincere. 
#92 Omic, voto 5/6      
Un altro giocatore “mascotte” per i tifosi. Centro vecchio stile in una squadra dove come centro c’entra poco. Con un altro sistema di gioco direbbe sicuramente la sua, nella Milano di oggi fa fatica a dare un significato con la sua presenza.
= 45 o 9 Bertans 
Voto (come le maglie, 8 prima n.e poi). Altro giocatore speciale e specialista. Prima della cessione ultimamente dimenticato nelle rotazioni, ma finché c’è stato una sentenza dall’arco. Come quasi tutti i giocatori di Milano, di alto livello e come quasi tutti a seconda di come è stato inserito, ha dato o non dato un contributo. Quindi?
                                                            
PIANIGIANI, IL COACH E LA PERSONA...

"Coach Pianigiani   
Qui faccio come si usava nelle scuole qualche tempo fa: no voto ma giudizio. Faccio fatica a farlo perché conosco la persona e potrei essere influenzato dalla cosa. Siena, a parte i problemi legali e quant’altro, sul campo era una signora squadra: in difesa e in attacco. Viene Banchi (ex-vice di Pianigiani a Siena) a Milano e fa quello che ha fatto, cioè una stagione e mezza. Viene Pianigiani e sta facendo la stessa cosa. Quando erano insieme, vice e allenatore capo vincevano praticamente tutto. Non so se si può usare la matematica in un ragionamento, però la tentazione viene… A meno che il problema non sia ne lì ne sul campo. Non sono così addentro alle segrete cose… lascio ad altri il puzzle".


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