Giancarlo Fercioni chiede qualità alla Rai

Il numero uno dei registi italiani del basket ha parlato della questione legata ai diritti tv.

fercioni

Giancarlo Fercioni, regista principe di Sky per quanto riguarda il basket, su Sportal.it ha parlato della questione legata ai diritti tv.

"Sarò parziale…Questa volta non riesco ad essere fuori dai giochi, perchè millanterei il falso. Sono un regista che si occupa da ventinove anni sopratutto di basket (speravo di arrivare a trenta, ma tant’è), e da 27 lo faccio per la pay tv , prima Telepiù e poi Sky. Sono sopratutto una persona che ha sempre messo l’anima in questo lavoro, visto la fortuna che ho avuto di poterlo fare per lo sport che amo di più, quindi l’idea di tornare a fare lo spettatore non mi piace per niente. Così come non amo l’idea, non tanto che si sia dato credito ad una realtà importante come Eurosport, che nello sport ha lo stesso rispetto che abbiamo noi di Sky, ma che dopo l’ennesima dimostrazione di poca attenzione (eufemismo) dimostrata dalla tv di Stato nei confronti del prodotto basket, si insiste nel darle spazio ancora una volta. Si la visibilità, i numeri eccetera eccetera… Entusiasmo per una finale che ha fatto numeri che una replica di Angela Landsbury nella Signora in Giallo fa a mani basse e telecomando con le batterie scariche. Senza entrare nel merito dei sistemi obsoleti nel rilevare gli ascolti perchè corro il rischio di essere ancora più noioso. Non so la meccanica di come vengano prese queste decisioni quindi non mi prendo la briga di farlo a vanvera, però qualche dubbio e perplessità, così a pelle, mi viene. Ho come la sensazione che questo ennesimo piatto di lenticchie Giacobbe lo pagherà caro, visto che a Esaù la primogenitura farà comodo. Vorrei avere delle certezze per dichiarare cose certe ma sinora l’unica cosa sicura è che se in casa Rai non cominciano controlli qualitativi nel produrre le partite, sia come qualità che come contenuti, gli altri competitor (in questo caso Eurosport) se li mangeranno in un boccone. Bisognerebbe veramente cominciare a pensare che il fatto di essere la televisione di Stato e di essere in chiaro non basta, non basta più. Se tutte le partite (in pay o streaming), verranno prodotte con lo stesso standard tecnico e con una regia anche appena dignitosa, il confronto sarà impari se non palesemente a sfavore. Cominciate a pensare a un format serio, non fate una scarpa e una ciabatta. Occorre una scaletta d’immagini che aiuti chi guarda a capire e non a sperare che il commento vada nella stessa direzione delle immagini e viceversa, anzi, che siano coerenti entrambi. Ma conoscendo il carrozzone, dubito fortemente. Non mi siederò sull’argine ma sul divano davanti alla tv, qualcosa o qualcuno passerà".

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